Orgoglio e intraprendenza, l'incredibile storia di Enzo Muscia, l'operaio che ha comprato l'azienda fallita in cui lavorava

28 giugno 2020, ore 10:43 , agg. alle 11:43
di Luca Buson

Dopo che, nel 2012, l’azienda per cui lavorava viene chiusa per risanare i conti della casa madre, Enzo Muscia decide di rilevarla e di riassumere gli ex colleghi

In molti ricorderanno il 2011 come uno degli anni più complessi e difficili sotto l’aspetto economico. Un debito pubblico sempre maggiore, uno spread fuori controllo e una situazione politica instabile. Eppure, sino a quel momento, la filiale italiana della multinazionale francese Anovo continuava a macinare ingenti utili e profitti. Nonostante ciò, la casa madre (quotata in Borsa) mostra la volontà di chiudere la filiale per risanare i propri conti. Il curatore fallimentare, però, rendendosi conto della grande professionalità e competenza dei dipendenti e del potenziale dell’azienda, cerca di trovare un’alternativa al fallimento definitivo. Ed è in questo momento che entra in gioco Enzo Muscia. Egli, infatti, viene contattato insieme ad altre venti persone; lo scopo è quello di formare un ramo d’azienda sotto curatela fallimentare per un periodo di dodici mesi, nella speranza che qualche imprenditore creda nel progetto e rilevi l’azienda. Trascorsi i dodici mesi, però, l’Anovo non è stata rilevata da nessuno.

La svolta di Enzo
Enzo è uno dei veterani della Anovo. Ha varcato per la prima volta il portone della fabbrica a soli 27 anni. Nel corso del tempo ha ricoperto diversi ruoli, passando da operaio a direttore commerciale e guadagnandosi sul campo la stima di colleghi e clienti. Ventitré anni trascorsi nella stessa azienda non possono essere scordati facilmente. Tra quelle mura Enzo è cresciuto umanamente e professionalmente. Lì vi è parte del suo cuore e del suo vissuto. Il rammarico per l’imminente chiusura di un’azienda sana e produttiva, il desiderio di mettersi in gioco e di mostrare il proprio valore e un’idea chiara e precisa sono solo alcuni degli ingredienti che spingono Enzo Muscia a compiere uno dei passi più importanti e, allo stesso tempo, più rischiosi della sua vita: rilevare la Anovo. Per farlo, ovviamente, servono un piano industriale e, soprattutto, un’ingente quantità di soldi. Enzo, pertanto, ipoteca la sua casa e, di conseguenza, la sua intera vita. Se da un lato, infatti, le competenze tecniche e il capitale umano non mancano, dall’altro non è facile passare dal ruolo di dipendente a quello di imprenditore.

Un nuovo inizio

La A Novo Italia (questo è il nuovo nome dell’azienda), però, nonostante le difficoltà, non si ferma. All’inizio Enzo può permettersi di assumere solo otto dipendenti; tutti si occupano di tutto, dando vita a una vera e propria famiglia. Con il tempo la A Novo Italia cresce e si sviluppa, tanto da consentire al suo capitano di assumere diversi altri ex colleghi, raggiungendo quota quaranta dipendenti nel giro di pochi anni. Ma dove ha potuto trovare quest’uomo un’energia e un coraggio così notevoli? Egli stesso ha dichiarato di aver ricavato la forza necessaria soprattutto dal suo piccolo Alessandro che, proprio in quel periodo, lottava in ospedale dopo esser nato prematuro.
Orgoglio e intraprendenza, l'incredibile storia di Enzo Muscia, l'operaio che ha comprato l'azienda fallita in cui lavorava

Il “salvatore” di aziende

Dopo aver acquisito e dato nuova linfa all’azienda che lo aveva licenziato, Enzo Muscia, nel 2018, decide di ripetere un’impresa simile. Egli, infatti, rileva un centro di assistenza Samsung di Torino che la famosa casa coreana era intenzionata a chiudere; ad oggi, in questa azienda, lavorano altre sei persone (che erano state licenziate dalla precedente gestione).


I riconoscimenti

Nel febbraio 2017, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo nomina Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per lo spirito di iniziativa, il coraggio e la generosità. Si tratta di un’onorificenza di particolare importanza, destinata a ricompensare benemerenze acquistate verso la Nazione in vari ambiti. All’incredibile storia di Enzo è ispirato anche il film “Il mondo sulle spalle”, trasmesso su Rai1 nel febbraio 2019; il personaggio di Enzo Muscia è interpretato da Beppe Fiorello e la pellicola ha totalizzato quasi sei milioni di telespettatori.


Con lo sguardo al futuro

La grave pandemia di Covid-19 che ha colpito l’Italia e il mondo intero non ha rappresentato solamente un’emergenza sanitaria, bensì anche economica e sociale. Diverse aziende (in particolare piccole) sono state costrette a chiudere i battenti e molte altre hanno registrato un calo del fatturato superiore al 50%. I posti di lavoro a rischio sono più di due milioni e la recessione economica è solo all’inizio. Enzo, però, anche stavolta non si scoraggia e guarda dritto al futuro. Recentemente, infatti, ha aperto la Novozone S.r.l., un’azienda dedicata alla sanificazione di ambienti con l’ozono. Questo gli ha permesso di evitare di richiedere la cassa integrazione per diversi dipendenti che, altrimenti, sarebbero stati “costretti” ad usufruire degli ammortizzatori sociali. “Non c'è lavoro senza lavoratori. Non ci sono procedure che non si reggano sulla fiducia. Non esiste successo che non porti la firma di qualcuno, e di una squadra. È il business in cui credo.” Enzo Muscia

Tags: Covid-19, Enzo Muscia, Impresa, Lavoro

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