Piano per Gaza, il pressing di Trump su Netanyahu, oggi l’incontro tra i due leader

Piano per Gaza, il pressing di Trump su Netanyahu, oggi l’incontro tra i due leader

Piano per Gaza, il pressing di Trump su Netanyahu, oggi l’incontro tra i due leader Photo Credit: ANSA/JOHN TAGGART


Il premier israeliano è diviso tra il piano USA e la linea dura dei suoi alleati, intanto a Gaza si continua a combattere

È atteso per oggi, lunedì 29 settembre, l’incontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump e il premier israeliano Benyamin Netanyahu. Tra i punti in discussione, il piano in 21 punti che la Casa Bianca ha messo a punto per fermare la guerra a Gaza. Il capo del governo dello Stato ebraico però si trova stretto tra due fuochi: la forte pressione dell’presidente statunitense e il suo ambizioso piano in 21 punti per porre fine al conflitto a Gaza e la linea oltranzista degli alleati di governo, che spingono per un’escalation del conflitto e per l’annessione di Gaza e parte della Cisgiordania, rifiutando la nascita di uno Stato palestinese. “Abbiamo una enorme opportunità di grandezza in Medio Oriente. Tutti sono a bordo per qualcosa di speciale, per la prima volta in assoluto. Lo realizzeremo”, ha scritto Trump alla vigilia del suo incontro con Netanyahu, che dovrebbe tenersi nelle prossime ore. Il piano statunitense è stato definito dal tycoon come "condiviso da tutto il Medio Oriente", anche se fonti arabe parlano già di richieste di modifiche sostanziali. Diversi Paesi arabi avrebbero proposto di assegnare all’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) il governo della Striscia subito dopo la fine dei combattimenti, e non solo al termine di un processo di riforme, come invece prevede la bozza americana


Ostaggi in pericolo

Nel frattempo però gli ostaggi sono in pericolo. L’ala militare di Hamas ha annunciato di aver perso i contatti con due prigionieri: il soldato 23enne Matan Angrest e il fisioterapista 48enne Omri Miran, a causa di un raid aereo israeliano e chiedono una tregua di 24 ore per permettere i soccorsi. Al momento, da Israele non ci sono segnali di uno stop ai bombardamenti.


Pena di morte per i terroristi

A far discutere è anche la mossa del ministro dell’ultradestra Itamar Ben Gvir, che ha fatto approvare in commissione alla Knesset un disegno di legge che introduce la pena di morte per i terroristi. La decisione è stata definita da molti una "forzatura". Anche l’entourage di Netanyahu avrebbe chiesto di rinviare il voto per non compromettere i negoziati sugli ostaggi. Invito ignorato da Ben Gvir.


Stiamo lavorando, dice Netanyahu

Intervistato da Fox News, il premier israeliano Netanyahu non ha voluto parlare del piano americano: “Stiamo lavorando al piano, ma non è ancora pronto”, ha dichiarato, confermando l’intenzione di confrontarsi nelle prossime ore con l’inviato speciale del presidente americano, Steve Witkoff. Il movimento di Hamas, pur affermando di non aver ricevuto nessuna nuova proposta ufficiale, si è detto disponibile a "studiare ogni iniziativa con un atteggiamento positivo e responsabile".



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