Sanremo, Mollica, il mio congedo sarà una festa

01 febbraio 2020, ore 11:44 , agg. alle 13:40

Il giornalista parla del suo ultimo festival per il Tg1

"Da Amadeus mi aspetto un bel festival. Lo stimo molto, è un bravo conduttore e un grande appassionato di musica, che è fondamentale. Il suo garbo ne faceva uno dei candidati naturali ad entrare con il festival nelle case di tutti gli italiani. E poi per me questo festival sarà soprattutto una festa di congedo e mi fa un piacere immenso che proprio quest'anno ci siano Fiorello, Roberto Benigni e Tiziano Ferro a cui sono molto legato". Alla viglia del suo ultimo Sanremo da inviato del Tg1, Vicenzo Mollica si è raccontato così all'Adnkronos. Sulle polemiche che hanno preceduto il festival, il giornalista ha detto: "Sanremo è diviso in tre fasi. C'è il prefestival che è fatto di polemiche, il festival che è fatto di canzoni e il postfestival che è fatto di oblio. Perché tutte le polemiche non se le ricorda nessuno e quello che restano sono le canzoni", ha aggiunto sorridendo. Per Mollica, Sanremo 70 è un'edizione 'ad honorem': "Dovevo andare in pensione lunedì scorso, il 27 gennaio, quando ho compiuto 67 anni. Ma la Rai mi ha prorogato il contratto di un mese per permettermi di fare questo Sanremo. Un regalo dell'ad Fabrizio Salini e del direttore del Tg1 Giuseppe Carboni, che hanno subito accolto una scherzosa ma determinata campagna di Fiorello per farmi seguire per il tg questo ultimo festival, che per me è il 39mo. Non solo - ha svelato - questo mi permetterà di compiere il 25 febbraio i miei 40 anni di Tg1, prima di lasciare la redazione il 29 febbraio". Un addio al ruolo di giornalista del Tg1 ma magari un 'arrivederci' all'azienda, alla quale la sue esperienza potrebbe ancora tornare utile: "Non corriamo. Questo poi si vedrà. Intanto mi godo questo Sanremo", ha assicurato. "Dopo 40 anni si chiude una stagione molto bella, direi fantastica, per me. Ma non vivo questa cosa con tristezza. Avere la possibilità di raccontare tante storie, avvenimenti, notizie importanti per la testata ammiraglia e nello spirito del servizio pubblico, è un'esperienza impagabile. Fui assunto dal primo direttore del Tg1, Emilio Rossi, che fu per me un grande maestro, mi insegnò molto bene come doveva comportarsi un giornalista del Tg1 e le relative responsabilità". Ma a mandarlo per la prima volta a Sanremo fu il successore di Rossi al Tg1, Franco Colombo: "Era il 1981 e vinse Alice con 'Per Elisa'". 

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