Trump a Davos, dall'attacco all'Europa e all'annessione della Groenlandia. Domani incontro con Zelensky
Trump a Davos, dall'attacco all'Europa e all'annessione della Groenlandia. Domani incontro con Zelensky
21 gennaio 2026, ore 17:45
Discorso di un'ora e 12 minuti dal palco svizzero del Tycoon. Tra sfide ed elogi (a se stesso), se l'è presa con Biden, Powell e Macron. I dazi necessari. L'Europa debole. La Groenlandia la prenderemo senza usare la forza
L’atteso discorso a Davos del presidente degli stati Uniti è durato un’ora e dodici minuti, contro il 45 minuti previsti. Un fiume in piena colmo di attacchi ed elogi, questi ultimi riservati soprattutto a se stesso. Il primo obiettivo di Trump è stata l’Europa, accusata di debolezza. La amo, ma sta andando nella direzione sbagliata, ha dichiarato il Tycoon del vecchio continente. “Vogliamo un’occidente forte e un’Europa forte” "Vogliamo alleati forti, non alleati indeboliti. Vogliamo che l'Europa sia forte", ma si sta "autodistruggendo", ha detto il leader.
LA SICUREZZA ARTICA
Il capo della Casa Bianca, poi, si è concentrato sulla Groenlandia. "Gli Usa devono avere quel pezzo di ghiaccio", ha affermato riferendosi all’isola artica. "Solo gli Stati Uniti possono proteggere la Groenlandia. E' per questo che sto cercando negoziati immediati per l'acquisizione" dell'isola territorio danese. Trump ha voluto precisare che questa "non è una minaccia alla Nato". Poco dopo, però, è arrivata la velata sfida agli europei: "potreste dire di no, ma noi ce lo ricorderemo". "Probabilmente non otterremo nulla, a meno che io non decida di usare una forza e una potenza eccessiva, nel qual caso saremmo, francamente, inarrestabili, ma non lo farò. Questa è probabilmente l'affermazione più importante, perché la gente pensava che avrei usato la forza. Non devo usare la forza. Non voglio usare la forza. Non userò la forza. Tutto ciò che gli Stati Uniti chiedono è un posto chiamato Groenlandia". Trump ha ricordato il suo legame con l’Europa per via delle sue origini tedesche.
GLI ATTACCHI DEL PRESIDENTE
Il Tycoon ha ironizzato sugli occhiali da sole indossati dal presidente francese Macron durante il suo discorso di ieri sullo stesso palco. Se l’è presa con il capo dell'Eliseo sui farmaci "ci avete sfruttato per 30 anni”. E sui dazi ha detto "io non voglio far male a nessuno, ma tutti hanno approfittato di noi". "I dazi servono a far pagare quei Paesi che ci hanno danneggiato" ha specificato il presidente. Nell'obiettivo di Trump, anche la Cina: "si approfitta di noi: ci vende le pale eoliche senza utilizzarle sul proprio territorio". Il presidente americano ha poi volto lo sguardo sui problemi interni al suo Paese, "la sicurezza è aumentata da quando ci sono io" ha dichiarato. Ha inveito contro Biden, fallimentare, e contro il presidente della FED, Powell, che non abbassa i tassi come richiesto dal suo Governo. Ha elogiato la sua amministrazione per i risultati nell’economia interna e in politica estera, riferendosi al blitz in Venezuela. Il leader, ha poi riferito che è in programma per domani un incontro con Zelensky in Svizzera e ha affermato che sia il presidente ucraino che quello russo, Putin, vogliono un accordo. "Bisogna porre fine a questa guerra", ha detto ancora. Donald Trump ha parlato per altri 20 minuti sul palco del forum di Davos per rispondere alle domande di un moderatore. In tutto questo, il Vaticano ha fatto sapere di aver ricevuto l’invito a far parte del Board of peace per Gaza. Il papa ci starebbe pensando



