Trump, dalla foto messianica nello studio Ovale alle dichiarazioni su Gaza. Le ultime 24 ore del tycoon

Trump, dalla foto messianica nello studio Ovale alle dichiarazioni su Gaza. Le ultime 24 ore del tycoon

Trump, dalla foto messianica nello studio Ovale alle dichiarazioni su Gaza. Le ultime 24 ore del tycoon Photo Credit: agenziafotogramma.it


"Take him seriusly, but not litterally", prendilo seriamente ma non letteralmente. Gli analisti americani tentano di decifrare le strategie comunicative di Donald Trump: stupire e inondare di dichiarazioni per disorientare

Take him seriously, but not literally’, prendilo sul serio, ma non letteralmente. Questo è il mantra che aiuta maggiormente a decifrare le esternazioni del neo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, secondo i politologi d’Oltreoceano. Anthony Scafucci è stato per un breve periodo il Direttore della Comunicazione della Casa Bianca durante il primo mandato del tycoon e, a coloro che avrebbero dovuto confrontarsi con il suo capo, consigliava di non prenderlo alla lettera, ma di non sottovalutarlo.


LA COMUNICAZIONE DEL TYCOON

Sarà stata l’imprevedibilità del miliardario che occupa lo scranno più alto dell’amministrazione americana, che ha indotto gli analisti a diluire i contenuti proposti da The Donald. Altra lente attraverso la quale filtrare le affermazioni del presidente la ha proposta lui stesso, quando ha parlato della strategia “shock and awe”, ovvero colpisci e spaventa. Ma per capire ancor meglio quello che si sta consumando nella White House, bisogna aggiungere un altro elemento alla comunicazione di Trump. Un flusso continuo di dichiarazioni, non raramente contraddittorie tra di loro, che ha l’obiettivo di disorientare gli osservatori, che, secondo il Tycoon, sono tutti potenziali competitor. Si tratta di una cinica tattica da imprenditore senza scrupoli, applicata alla nuova politica, che alcuni hanno denominato Truskismo (geniale crasi tra i cognomi di Trump e Musk: il presidente più potente del mondo e l’uomo più ricco del globo).


LA STRATEGIA

Con queste premesse e attraverso questi filtri, elenchiamo le azioni e affermazioni di Trump delle ultime ore, a partire dalla foto messianica pubblicata sul sito ufficiale della Casa Bianca scattata nello studio Ovale e che ricorda vagamente la disposizione dell’affresco dell’Ultima Cena di leonardesca memoria: il presidente seduto alla sua scrivania in un momento di apparente raccoglimento, con il volto contratto e concentrato, gli occhi chiusi, apparentemente intento in uno sforzo trascendentale. Intorno a lui il suo nutrito staff, con mani al cielo come se recitassero una preghiera. A corredo dell’immagine la notizia che a breve verrà istituito l’ufficio della fede, diretto dalla telepredicatrice americana, Paula White. Non è chiaro quali saranno i compiti del nuovo ufficio, ma senz’altro le fedi tutelate saranno quella cattolica ed ebraica.

LE ULTIMISSIME

Nelle ore successive, il miliardario ha dichiarato che si impegna ad acquistare e a controllare Gaza dopo la ricostruzione a spese dei Paesi arabi; che abolisce la produzione di penny, perché sono uno spreco; che ufficializzerà a breve i dazi del 25% sull’import di acciaio e alluminio; poi non si è risparmiato un paio di cattiverie su Taylor Swift, fischiata al Superbowl, evento al quale aveva presenziato lui. Per concludere la giornata, il presidente ha da poco annunciato che i palestinesi non avrebbero alcun diritto al ritorno in base al suo piano per impossessarsi di Gaza. Tutto questo in meno di 24 ore.



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