Ucraina, dopo il riconoscimento delle autoproclamate repubbliche separatiste, la Russia invia le sue truppe nel Donbass

Ucraina, dopo il riconoscimento delle autoproclamate repubbliche separatiste, la Russia invia le sue truppe nel  Donbass

Ucraina, dopo il riconoscimento delle autoproclamate repubbliche separatiste, la Russia invia le sue truppe nel Donbass


Nella notte le prime colonne di mezzi corazzati russi hanno fatto ingresso a Donetsk, Immediata la reazione della Comunità internazionale, Convocato un Consiglio di sicurezza dell'Onu straordinario. Dagli Stati Uniti prime sanzioni contro Mosca. Ferma condanna anche dall'Italia, Il ministro degli Esteri Di Maio pronto a riferire in Parlamento

Dopo il discorso alla nazione con il quale il presidente russo, Vladimir Putin, ha riconosciuto le due autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, nel Donbass, la crisi ucraina ha subito una forte accelerazione. Nella notte il Cremlino ha ordinato lo schieramento di forze militari nella regione “per garantire la pace”. Nel decreto si legge che la decisione di inviare forze russe è  stata presa "dopo una richiesta del capo della Repubblica popolare di Donetsk al Ministero della Difesa della Federazione Russa, per garantire l'attuazione delle funzioni a sostegno della pace sul territorio della Repubblica popolare di Donetsk prima della conclusione dell'accordo di amicizia, cooperazione e mutuo soccorso”. Secondo alcuni testimoni, citati dall’agenzia russa interfax, le prime colonne di mezzi militari e corazzati sono state viste entrare nella periferia di Donetsk.


La reazione di Kiev

Con un discorso durissimo, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky ha attaccato la Russia per l’escalation delle ultime ore. "Siamo dedicati a un percorso pacifico e diplomatico, siamo sulla nostra terra. Non abbiamo paura di niente e di nessuno, non dobbiamo niente a nessuno, non cederemo niente a nessuno”, ha dichiarato, definendo quella russa “una violazione della sovranità e dell'integrità territoriale ucraina". Zelensky ha anche affermato di aspettarsi il pieno sostegno dei Paesi occidentali.


Il Consiglio di sicurezza dell'Onu

Immediata la reazione della Comunità internazionale. Nella notte italiana è stato convocato un Consiglio di sicurezza dell’Onu straordinario. "Le prossime ore e giorni saranno critici. Il rischio di un grande conflitto e' reale e deve essere prevenuto a tutti i costi". Lo ha detto il sottosegretario agli affari politici dell'Onu, Rosemary Dicarlo che poi ha aggiunto “il pieno impegno del segretario generale a lavorare per una soluzione diplomatica dell'attuale crisi. Ci rammarichiamo anche per l'ordine di schierare truppe russe nell'Ucraina in una 'missione di mantenimento della pace”. “Questo attacco alla sovranità e integrita' territoriale all'Ucraina e' non provocato e chiaramente la Russia sta cercando un pretesto per un'ulteriore invasione - ha sostenuto l'ambasciatrice americana al Palazzo di Vetro Linda Thomas-Greenfield - Putin ha posto davanti al mondo una scelta. Non dobbiamo distogliere lo sguardo. La storia ci dice che guardare dall'altra parte sarà un percorso molto piu' costoso". Per l’ambasciatrice britannica all'Onu Barbara Woodward, “ora piu' che mai il Consiglio di Sicurezza deve assumersi le proprie responsabilita' sulla pace e la sicurezza, deve essere unito nel chiedere alla Russia una de-escalation". Il rappresentante russo all'Onu, Vassily Nebenzia, ha invece dichiarato che le porte del dialogo restano spalancate: “Rimaniamo aperti alla diplomazia e a una soluzione diplomatica ma non permetteremo nuovo bagno di sangue”.


Le sanzioni americane

Anche gli Stati Uniti hanno risposto subito alla svolta russa. Il presidente americano Joe Biden ha firmato nelle ultime ore  un ordine esecutivo che vieta gli investimenti e le attività commerciali e finanziarie nel Donbass, oltre a vietare le importazioni dall'area. Il capo della Casa Bianca ha definito quelle di Mosca “lampanti violazioni delle leggi internazionali”. Le misure americane saranno coordinate con quelle degli altri partner occidentali. Nelle prossime ore, a Bruxelles si riuniranno gli ambasciatori dei Paesi Ue che daranno il via all'esame di un primo pacchetto di sanzioni: sul tavolo ci saranno misure "mirate" nei riguardi "di individui coinvolti nell'azione russa e il "blocco dell'export" diretto alle due repubbliche separatiste riconosciute da Mosca. Anche Parigi, presidente di turno dell'Unione, ha parlato di sanzioni "proporzionate contro entita' ed individui russi”.

La condanna dell'Italia

Anche dall’Italia è arrivata la ferma condanna delle azioni russe. Dopo le decisioni di Mosca, è  doveroso discutere delle sanzioni da applicare alla Russia. Nessun tentennamento, i partner europei e atlantici devono agire in maniera compatta", ha esortato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che si è detto pronto anche a riferire in Parlamento.



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