82. Mostra del Cinema di Venezia: Gus Van Sant presenta “Dead Man’s Wire” a RTL 102.5

82. Mostra del Cinema di Venezia: Gus Van Sant presenta “Dead Man’s Wire” a RTL 102.5

82. Mostra del Cinema di Venezia: Gus Van Sant presenta “Dead Man’s Wire” a RTL 102.5


Nel corso di “The Flight”, la regista e lo sceneggiatore hanno presentato la pellicola fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025

Gus Van Sant, regista e sceneggiatrice statunitense è stato ospite di RTL 102.5, in compagnia di Luca Viscardi, nel nostro studio a Palazzo del Casinò, a Venezia, in occasione della 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Gus Van Sant ha presentato “Dead Man’s Wire”, una pellicola di in lingua inglese e della durata di 105 minuti, fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2025.


Sinossi e cast

La mattina dell’8 febbraio 1977, Anthony G. “Tony” Kiritsis, quarantaquattro anni, entrò nell’ufficio di Richard O. Hall, presidente della Meridian Mortgage Company, e lo prese in ostaggio con un fucile a canne mozze calibro 12 collegato con un “dead man’s wire”, un cavo teso dal grilletto al collo di Hall. Questa è la vera storia del confronto che sconvolse il mondo: Tony chiese cinque milioni di dollari, di non essere né accusato né processato, e delle scuse personali da parte degli Hall per averlo truffato di ciò che gli era “dovuto”. Il cast è composto da Bill Skarsgård, Dacre Montgomery, Colman Domingo, Al Pacino, Cary Elwes Myha’la.


Le parole di Gus Van Sant

Nel corso di “The Flight”, Gus Van Sant, direttamente da Venezia, ha raccontato, in diretta su RTL 102.5, come è nata l’idea per “Dead Man’s Wire”: «Questa è una storia vera del 1977 di un mutuo sfortunato. Il cliente di questo mutuo con la banca decide di vendicarsi del fatto che la banca lo stesse sfruttando e decide di rapire il presidente. Lui non c’è perché è in vacanza e decide di rapire il figlio. Quindi siamo partiti con una storia reale ma lo script è stato poi adattato per portarlo al cinema. In alcuni casi abbiamo girato in modo molto fermo, seguendo lo script, mentre in altri abbiamo cercato di giocarci un po’. La tensione narrativa viene da questo filo, da cui poi deriva il titolo, che è attaccato al collo della persona che è stata rapita e che potrebbe azionare in qualunque momento la pistola. Intorno a questi movimenti c’è tutta la tensione narrativa del film». «Il tema è l’equilibrio passato in carcere e quello in istituti per la follia del protagonista, Tony, che poi era la follia reale. Il protagonista non ha addirittura firmato una carta in cui riconosceva di essere pazzo e che gli avrebbe permesso di uscire dall’istituto in cui era trattenuto e ha dovuto fare otto anni in più. Non c’è una vera e propria morale, nel film c’è il tema delle conseguenze di un crimine come questo, ma soprattutto il tema della salute mentale» ha concluso il regista statunitense ai microfoni di RTL 102.5.



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