Alain Delon, addio all’Angelo nero della settima arte. Lavorò con Visconti e Antonioni

Alain Delon, addio all’Angelo nero della settima arte. Lavorò con Visconti e Antonioni

Alain Delon, addio all’Angelo nero della settima arte. Lavorò con Visconti e Antonioni Photo Credit: Agenzia Fotogramma.it


Il divo francese se n'è andato serenamente nella sua casa a Douchy, circondato dalla sua famiglia

Una bellezza travolgente, diventata luogo comune per tutti, quasi un modo di dire insieme a una presenza scenica imponente. Si spegne Alain Delon, un manifesto del cinema francese e non solo. Il suo nome figura anche nelle pagine più prestigiose del cinema italiano in pellicole come Il gattopardo e Rocco e i suoi fratelli per la regia di Luchino Visconti e L’eclisse sotto lo sguardo di Michelangelo Antonioni.

Bellissimo, ribelle, controverso, protagonista di pellicole cult. Grandi amori e grandi rivali, Alain Delon è stato 'il meglio e il peggio', come disse Brigitte Bardot in occasione dell'ottantesimo compleanno. “Angelo malvagio”, “sole nero della settima arte” sono tanti gli aggettivi con cui oggi viene ricordato questo artista che affascinava e divideva allo stesso tempo.


IL COMUNICATO STAMPA

L'attore francese aveva 88 anni. A comunicare la sua scomparsa sono stati i tre figli in un comunicato stampa congiunto all'AFP. “Alain Fabien, Anouchka, Anthony, così come (il suo cane) Loubo, hanno l'immenso dolore nell'annunciare la sua morte. Se n'è andato sereno nella sua casa a Douchy, circondato dalla sua famiglia”.


GLI INIZI

Per il giallo di René Clément, “Delitto in pieno sole” (1960), Alain Delon, scelto inizialmente per una parte secondaria, ottenne quella del protagonista. Iniziò così la sua travolgente carriera, con il subdolo Tom Ripley che uccide un giovane miliardario per assumerne l'identità. Il film ebbe un buon successo e rappresentò per Delon un trampolino di lancio, proponendo per la prima volta quel personaggio controverso a lui estremamente congeniale.


DELON E VENEZIA

Francese di nascita, italiano nel cuore. “Alain Delon è riuscito là dove la maggior parte dei suoi colleghi falliscono” ha detto il direttore della Mostra del Cinema di Venezia Alberto Barbera. “Essere considerato l'uomo più bello del mondo e al contempo un attore straordinario, un'icona del cinema francese che deve parte del suo successo planetario ai film girati in Italia, un divo popolare che ha lasciato la sua impronta indelebile nei film dei più grandi autori del cinema europeo. Se ha abbandonato oggi le sue spoglie mortali, è per ascendere al rango degli Immortali di cui ci ricorderemo per sempre”, ha concluso Barbera. Il nome di Delon è particolarmente legato alla Mostra di Venezia per il film di Visconti “Rocco e i suoi fratelli” che vinse il Premio Speciale della Giuria alla 21esima edizione nel 1960.


Nonostante il successo mondiale e l'affetto del pubblico, il destino non gli ha lesinato tristezza e sofferenza. Una depressione iniziata a causa della scomparsa di Romy Schneider, una delle poche donne veramente amate da Delon. All'apice del successo, l'attrice morì di crepacuore nel 1982 a soli 44 anni in seguito all'atroce incidente mortale del figlio 14enne.



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