Australia, i pub rischiano la chiusura definitiva per il coronavirus, il più grosso produttore di birra interviene

07 aprile 2020, ore 21:00

In Australia, molti pub stanno subendo un forte e repentino calo delle vendite vista l’emergenza coronavirus

In Australia i pub, costretti alla chiusura temporanea, potrebbero non essere più in grado di intraprendere la loro attività. CUB, noto produttore di birra australiano, ha deciso di intervenire. 

I pub australiani rischiano di chiudere definitivamente 

Il coronavirus ha avuto un forte impatto sulla maggior parte delle attività commerciali: in quasi tutti i paesi del mondo, infatti, sono state sospese fatta eccezione per le attività legate ai beni di prima necessità come supermercati e farmacie. Tale decisione ha avuto un forte impatto sull’economia globale. In Australia, in particolare, uno dei settori maggiormente colpiti è quello dei pub che potrebbero rischiare la chiusura definitiva. A parlarne è stato l’amministratore delegato di CUB (il più grande produttore di birra australiano), Peter Filipovic, nel corso di un’intervista con i quotidiani The Age e The Sidney Morning Herald. Filipovic ha spiegato che la crisi attuale sta avendo un impatto devastante sui pub australiani: molti sono stati costretti alla chiusura temporanea, a rischio di una chiusura definitiva, mentre altri continuano ad essere produttivi ma solamente nel servizio take away. Il problema è risultato essere, principalmente, di natura finanziaria e, dunque, strettamente legato alla mancanza di ricavi dovuta alla completa assenza di vendite. 

La soluzione di CUB 

CUB, ha spiegato Filipovic nel corso dell’intervista, cercherà di dare il suo sostegno alle attività in crisi: l’obiettivo è distribuire un milione di dollari di birra al termine del lockdown, soprattutto a pub, ristoranti e club. Questa iniziativa potrebbe prendere il via immediatamente, secondo lo schema elaborato dall’azienda di Filipovic, che vorrebbe mantenere la propria clientela, quindi il settore della ristorazione, attivo: la chiusura, infatti, porterebbe un grande danno economico all’impresa produttrice di birra. Lo schema prevede due fasi principali. Nel corso della prima fase, i bevitori di birra potranno acquistare, immediatamente, tramite PayPal, una pinta di birra e i soldi andranno direttamente nelle casse del pub da cui l’hanno acquistata. La seconda fase, invece, avrà luogo nel momento della fine dell’emergenza coronavirus, quando le persone potranno uscire dalla loro abitazioni e tornare nei loro luoghi di incontro preferiti: nel momento in cui i pub riapriranno, i clienti potranno utilizzare un buono per riscattare la loro birra. CUB, inoltre, abbinerà ad ogni pinta acquistata una pinta gratuita. Questa iniziativa per mantenere attivi i pub e ristoranti non è giustificata solamente da un problema economico ma dall’impatto sociale che la loro chiusura potrebbe avere a livello locale e nazionale. Il proprietario di CUB, il birraio internazionale Anheuser-Busch-InBev (AB InBev), ha già intrapreso un’iniziativa simile in Belgio e in Inghilterra. 

La situazione coronavirus in Australia 

In Australia si sono registrati, al momento, 7.795 casi positivi, 41 morti e 2.432 guariti. All’interno del paese sono numerosi i ricercatori che stanno cercando di trovare una cura al coronavirus; in particolare, alcuni scienziati stanno cercando di condurre test con l’Ivermectin, farmaco utilizzato per altre malattie come dengue o zika. Dai test è emerso che il farmaco è in grado di uccidere il virus in 48 ore, tuttavia bisogna ancora capire se la dose che può essere utilizzata sull’essere umano sia effettivamente efficace nella sconfitta del coronavirus. 


Australia, i pub rischiano la chiusura definitiva per il coronavirus, il più grosso produttore di birra interviene
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