Caracas annuncia la liberazione di detenuti, anche stranieri, e libera Luigi Gasperin. L'Italia spera per Trentini e gli altri italiani
Caracas annuncia la liberazione di detenuti, anche stranieri, e libera Luigi Gasperin. L'Italia spera per Trentini e gli altri italiani Photo Credit: Foto: Ansa
08 gennaio 2026, ore 21:30 , agg. alle 22:32
Sono già arrivate notizie sul rilascio di alcuni cittadini europei: cinque spagnoli, come confermato dal governo di Madrid
Il clamoroso annuncio è giunto in serata, direttamente dal presidente dell'Assemblea, Jorge Rodríguez: Caracas libererà un "numero importante" di detenuti venezuelani e stranieri. Tanto basta per riaccendere la speranza per Alberto Trentini, fermato nel novembre del 2024 e rinchiuso, da allora, in un carcere di massima sicurezza alle porte di Caracas. Dopo poche ore la notizia del primo italiano liberato, si tratta dell'imprenditore settantenne Luigi Gasperin. Mentre, a stretto giro, Madrid ha confermato il rilascio di 5 spagnoli detenuti, “un atto di giustizia” per il primo ministro della Spagna. "Celebriamo la liberazione degli spagnoli che hanno trascorso oltre un anno detenuti in Venezuela" così il premier iberico, Pedro Sanchez, ha salutato il ritorno in libertà di cinque connazionali, dei quali una con doppia nazionalità, da parte del nuovo governo venezuelano guidato da Delcy Rodriguez, dopo l'intervento militare degli Stati Uniti il 3 gennaio in Venezuela.
ALBERTO TRENTINI
Un annuncio che ha subito riacceso le speranze in Italia per la sorte di Alberto Trentini, da oltre 400 giorni nelle carceri di Caracas. La sua detenzione è iniziata il 15 novembre 2024. L'operatore umanitario veneziano si trovava nel Paese da meno di un mese per conto della Ong 'Humanity & Inclusion', impegnata nell'assistenza alle persone con disabilità. Il 46enne, che era arrivato a Caracas il 17 ottobre, è stato fermato a un posto di blocco mentre viaggiava verso Guasdualito per portare aiuti alle comunità locali. Quando è stato arrestato non aveva con sé le medicine di cui ha bisogno. Ha trascorso più di 400 giorni in carcere. Nelle prime settimane non si è saputo nulla sulla sua detenzione. Per oltre due mesi le autorità non hanno fornito notizie né hanno permesso alcun contatto con lui. A gennaio 2025 Palazzo Chigi, in una nota, assicurò che si stavano "attivando tutti i canali possibili per garantire una soluzione positiva e tempestiva" garantendo "massima attenzione fin dall'inizio". Dopo 181 giorni di silenzio la notte del 16 maggio è arrivata la prima telefonata. Il cooperante dal carcere di Caracas parlò con la famiglia, rassicurando di essere in buone condizioni e di ricevere le cure mediche di cui ha bisogno. Un mese prima la premier Giorgia Meloni aveva telefonato alla madre di Trentini, Amanda Colusso, per rassicurarla sull'impegno delle istituzioni. Ma nel primo anniversario della detenzione del cooperante la donna, in una conferenza stampa nella sede del Comune di Milano, aveva puntato il dito contro l'esecutivo. "Fino ad agosto il nostro governo non aveva avuto alcun contatto col governo venezuelano - aveva detto - E questo dimostra quanto poco si sono spesi per mio figlio. Sono qui dopo 365 giorni a esprimere indignazione” le sue parole concluse con quel “Sono stata troppo paziente ed educata ma ora la pazienza è finita”. Solo ieri, però, i genitori del cooperante veneto, Amanda ed Ezio Trentini, che stanno seguendo dalla loro casa a Lido di Venezia gli sviluppi di quanto sta avvenendo a Caracas dopo il blitz degli Stati Uniti, avevano fatto sapere di vivere "giorni di angoscia e di speranza". Con Trentini ci sono altri 25 connazionali reclusi nel paese sudamericano.
LA SPERANZA DI CECILIA SALA
E’ passato esattamente un anno dal rilascio della giornalista fermata e incarcerata dall’Iran. Un anniversario del giorno che Cecilia Sala definisce “il più bello della mia vita”. E’ così che, dopo l’annuncio venezuelano, la reporter spera che possa diventare il giorno più bello della vita anche per Alberto Trentini.



