Champions: Atalanta parte alla grande contro l'Athletic Bilbao, ma poi perde 2-3, la Juve batte il Benfica 2-0

Champions: Atalanta parte alla grande contro l'Athletic Bilbao, ma poi perde 2-3, la Juve batte il Benfica 2-0

Champions: Atalanta parte alla grande contro l'Athletic Bilbao, ma poi perde 2-3, la Juve batte il Benfica 2-0 Photo Credit: ANSAFOTO/MICHELE MARAVIGLIA


LA JUVE REGOLA IL BENFICA DI MOURINHO, TONFO ATALANTA; SPALLETTI SI ASSICURA I PLAYOFF, LA DEA SI FA RIMONTARE

La Juve stende il Benfica dell'arcinemico Mourinho in Champions. Due a zero per i bianconeri allo Stadium con le reti di Thuram e McKennie. I portoghesi sbagliano malamente un rigore all'80esimo che avrebbe riaperto la partita. Playoff garantiti per la banda Spalletti. Tonfo invece dell'Atalanta a Bergamo con l'Athletic Bilbao. Dea in vantaggio con Scamacca, poi la rimonta degli spagnoli che nel secondo tempo in 17 minuti ne fanno tre. Gli uomini di Palladino accorciano con Krstovic nel finale, ma non evitano la sconfitta e vedono allontanarsi la qualificazione diretta agli ottavi.

ATALANTA-ATHLETIC BILBAO, 2-3 

L'Atalanta va avanti con Scamacca quasi subito, sbaglia una manciata di gol per chiudere la pratica e finisce per subire tre gol su altrettanti tiri in porta da un Athletic Bilbao che per inseguire i playoff poteva solo vincere. Missione fallita e uscita dalle prime otto per la qualificazione diretta agli ottavi di finale, nella settima partita della League Phase di Champions League prenotando la qualificazione diretta agli ottavi di finale. Inutile il 2-3 di Krstovic a 6' dal termine: il blackout costringe la squadra di Raffaele Palladino, rimasta a 13 punti in classifica, a vincere la prossima dall'Union Saint-Gilloise e sperare in una combinazione favorevole di risultati. Un confronto molto tattico a 3-4-2-1 speculari all'inizio, anche se in fase di non possesso gloi uomini di Valverde, privi dei fratelli Williams e Berenguer, difendono a 5 lasciando il solo Guruzeta davanti alla linea della palla. Non succede alcunché fin oltre il quarto d'ora, quando Scamacca schiaccia in porta davanti al primo palo il pallone a rientrare di Zalewski dalla sinistra, appoggiato da Ederson e Bernasconi. La reazione basca oltre la mezzora produce un cross pericoloso di Boiro che Kolasinac deve prolungare in corner per evitare la conclusione di Gorosabel, ma le ripartenze di casa sono ben più pericolose. Al 32' è Vivian a intercettare la palla di Zappacosta per Bernasconi, che poi sull'apertura di De Ketelaere al 37' rientra sul destro calciando a lato di poco dal vertice sinistro. I bergamaschi dominano nel possesso sfiorando ancora il raddoppio. Al 41' Scamacca appoggia in porta sulla sgasata dalla sinistra di De Ketelaere che però è in fuorigioco. Al 43' c'è il palo interno tra De Ketelaere e il 2-0 di testa accompagnato dallo schema di Zalewski dalla destra rimane ancora in canna. All'intervallo Valverde vira a quattro dietro sostituendo il laterale sinistro Boiro con Sancet sottopunta in mezzo agli esterni alti Unai Gomez e Navarro. Tra 8' e 10', Zappacosta prima fugge a destra e poi riprende una punizione controcrossata da Bernasconi con scarico di De Ketelaere, ma il portiere altrui e la mira evitano un altro tentativo di bis. Puntuale, il contrappasso, con Navarro a beffare Kolasinac su un rilancio dalle retrovie di Lekue per il comodo appoggio di Guruzeta, poco prima vincitore del duello in elevazione con Djimsiti, a fil di primo palo. Palladino, di fronte alla rinnovata mediana altrui da blocco molto basso, spende Lookman, reduce dalla Coppa d'Africa, e Krstovic per gli stanchi Zalewski e Scamacca, i protagonisti del vantaggio. Quelli del sorpasso Athletic cambiano solo nel marcatore, perché sul cross largo di Navarro stavolta è il neo entrato Serrano a colpire al volo in area piccola tagliando da sinistra in mezzo a Kossounou e Zappacosta. I bergamaschi accusano il colpo, De Roon perde palla sulla trequarti difensiva sinistra e Sancet può smarcare Navarro a cui non resta che aprire il piatto destro dall'area per la terza rete avversaria. Ahanor, ultimo entrato con Samardzic, ci prova di seconda verso l'ottantesimo chiamando il portiere basco al tuffo in presa. A due dal novantesimo Krstovic irrompe sul pallone a rientrare da destra di Samardzic spondato di testa da De Ketelaere e controllato da Lookman. Troppo tardi.

JUVENTUS-BENFICA 2-0

L'obiettivo minimo è raggiunto con 90 minuti d'anticipo, la Juventus si è garantita un posto almeno ai play-off di Champions. Il 2-0 firmato da Thuram e McKennie contro il Benfica di Mourinho apre nuovi scenari per i bianconeri: la settimana prossima, a Montecarlo contro il Monaco, ci sarà anche la possibilità di entrare tra le prime otto, pur senza avere il destino totalmente tra le proprie mani. Spalletti riparte dall'undici schierato a Cagliari dove le uniche novità sono Di Gregorio in porta e Thuram al posto di Koopmeiners; in attacco c'è il solito David supportato da McKennie, Miretti e Yildiz. Lo Special One ha una lunga lista di assenti e si affida a Pavlidis come unica punta; mentre sulla trequarti piazza Prestianni, Sudakov e Schjelderup. Lo Stadium è tutto esaurito e completamente a tinte bianconere, anche nello spicchio riservato agli ospiti: la trasferta ai tifosi del Benfica è stata vietata dall'Uefa a causa dei fumogeni accesi ad Amsterdam in occasione della gara contro l'Ajax. La sfida si apre subito con una doppia occasione da una parte e dall'altra: Sudakov calcia con il destro e trova la presa sicura di Di Gregorio, sul capovolgimento di fronte l'azione di Yildiz è praticamente identica con la differenza che Trubin respinge anziché bloccare. Il turco prova ad accendere la Juve anche al 18', quando va ancora sul suo piede preferito e tenta il giro giusto, con il pallone che esce di centimetri. Da lì in avanti, però, i bianconeri perdono certezze e commettono diversi errori tecnici, uno di Locatelli rischia di costare carissimo: il capitano sbaglia un appoggio al limite della sua area; ne approfitta Sudakov il cui tiro è respinto da Di Gregorio ma sulla ribattuta serve una scivolata di Kelly per allontanare il pericolo. Il primo tempo si chiude con una buona occasione di Miretti che di testa manda alto, la Juve rientra negli spogliatoi con qualche fischio e si ripresenta per la ripresa con Conceicao al posto dello stesso classe 2003. La squadra di Spalletti rischia dopo pochi minuti sul tiro di Pavlidis deviato in corner dall'accoppiata Kelly-Locatelli. Passato il pericolo, la Juve trova il vantaggio: prima ci va vicino McKennie sul quale si supera Trubin. Nell'azione successiva è Thuram a firmare l'1-0 con un destro sul primo palo. Il Benfica patisce il contraccolpo, passano nove minuti e McKennie segna il raddoppio su assist di David. I bianconeri abbassano un attimo l'attenzione e Aursnes colpisce un palo da situazione di corner, Spalletti opta per due cambi: Cabal sostituisce Cambiaso, David lascia il posto a Openda. Quest'ultimo viene schiaffeggiato amichevolmente dall'allenatore che lo sprona così mentre gli dà le ultime indicazioni. Mourinho inserisce l'ex Barrenechea, applaudito, e Ivanovic per tentare la rimonta: la sua squadra riesce a salvarsi dal tris di McKennie anche con l'aiuto del palo. A dieci dalla fine la gara potrebbe riaprirsi: Bremer calcia il piede di Barreiro e l'arbitro Gozubuyuk concede il rigore dopo revisione al Var, Pavlidis scivola goffamente sul dischetto e Mourinho sorride amaramente in panchina. Lo Stadium esulta già in anticipo, ora la Juve preparerà il big-match contro il Napoli e poi punterà il Monaco per sognare un posto tra le prime otto della Champions.


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