Confcommercio, l’incertezza frena la ripresa, il 20% degli italiani non andrà in vacanza

17 maggio 2021, ore 15:00

L’incertezza e la perdita di reddito frenano la ripresa. E' il messaggio che emerge dal rapporto Confcommercio-Censis sull'impatto della pandemia su fiducia, prospettive e consumi e delle famiglie italiane. Niente vacanze per un italiano su cinque. Nel 2020 sono stati persi quasi 2.000 euro di consumi pro capite, 1.831 per l'esattezza. Una situazione di precarietà che ha visto aumentare, la già proverbiale, tendenza al risparmio

Un crollo dei consumi pari a 1.831 euro a testa nel 2020, con un aumento del risparmio di 82 miliardi è l'effetto dell'incertezza provocata dal Covid che frena la ripresa: cresce la fiducia nel prossimo futuro, ma i pessimisti prevalgono sugli ottimisti. Per metà italiani le priorità restano lavoro e fiducia. Tanto che il 20% ha già deciso che non andrà in vacanza quest'estate e quasi la metà delle famiglie (il 47,4%) non ha deciso cosa farà. Lo si legge sul rapporto Confcommercio-Censis sull'impatto del Covid.

NIENTE VIAGGI E VACANZE

Niente vacanze estive per un italiano su cinque. Per la prossima estate, il 20% ha già deciso che non andrà in vacanza, più per mancanza di risorse economiche che per la paura dei contagi e quasi la metà delle famiglie (47,4%) non ha fatto programmi a causa dell'incertezza. Sulla spesa degli italiani, per il 2021 si preferisce spendere per aumentare il comfort domestico: al primo posto l'acquisto di prodotti tecnologici (32,9%), seguono elettrodomestici e mobili per la casa (31%) e la ristrutturazione dell'abitazione (28,2%). Inoltre dall'inizio dell'emergenza Covid-19, dispositivi hardware (22,8%), abbonamenti a Pay Tv e piattaforme televisive in streaming (18,8%), installazione di connessioni Internet più veloci (18,7%) hanno segnato un andamento in crescita. Inoltre quasi il 18% delle famiglie ha modificato le abitudini alimentari cercando prodotti di maggiore qualità.

INCERTEZZA E PERDITA DI REDDITO

La perdita di reddito prosegue l'andamento depresso già in atto da anni per i noti problemi di produttività del nostro Paese. Il crollo dei consumi, solo nel 2020, è arrivato a 1.831 euro a testa a causa proprio della perdita di reddito, dell'aumento dell'incertezza e soprattutto dell'oggettiva assenza di opportunità di consumo per chiusure e restrizioni varie.

ITALIANI POPOLO DI “FORMICHINE”

Nell’anno della pandemia è cresciuto in misura inconsueta il risparmio precauzionale: +82 miliardi di euro nella media del 2020, di cui 66 miliardi detenuti in forma liquida, creando così una sorta di 'molla' compressa per la ripresa, pronta a scattare quando le restrizioni alla mobilità, ai consumi e alla socialità saranno completamente rimosse. Uno scenario, spiega Confcommercio, “dal quale dipende fortemente la valutazione prospettica che possiamo fare per il futuro, un 2021 di ripresa, ma ancora difficile e certamente insufficiente a recuperare le perdite del 2020”.


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SANGALLI, SERVONO SOSTEGNI PIÙ ROBUSTI PER RIPARTIRE

''La pandemia si sta attenuando e ci sono le condizioni per ripartire in sicurezza. Le imprese hanno bisogno di più normalità e certezze per poter pianificare le loro attività. A cominciare da sostegni più robusti che devono ancora arrivare. Occorre accelerare per recuperare le perdite e rafforzare una crescita economica che è ancora troppo debole''. Così il presidente Confcommercio Carlo Sangalli sul rapporto redatto insieme al Censis sull'impatto economico della pandemia.





Tags: Carlo Sangalli, Censis, Confcommercio, reddito, risparmio, vacanze

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