Covid - 19 , ad Oxford il vertice dei ministri della sanità del G7, appello per procurare i vaccini a tutti

Covid - 19 , ad Oxford il vertice dei ministri della sanità del G7, appello per procurare i vaccini a tutti

Covid - 19 , ad Oxford il vertice dei ministri della sanità del G7, appello per procurare i vaccini a tutti


Allo studio un passaporto globale per gli spostamenti, ma per il ministro della sanità inglese Matt Hancock, siamo ancora lontani, dagli Stati Uniti condivise 80 milioni di dosi


 “Nessuno sara' al sicuro dal Covid fino a quando tutti i Paesi non lo saranno.” Questo uno dei messaggi più rilevanti scaturiti dalla due giorni in corso a Londra, con i ministri della sanità dei Paesi del G7 impegnati in un vertice. Nel quale sono sul tavolo, tra i tanti aspetti, due in particolare. L'impegno sulla cooperazione internazionale contro la pandemia da Covid e sulle relative vaccinazioni, che è da calibrare sul numero di dosi che andranno in solidarieta' verso i Paesi poveri; poi c’è la partita sulle certificazioni vaccinali per i viaggi non ancora pronta a sfociare in un green pass planetario riconosciuto da tutti.

Il vertice nei locali dell’Università di Oxford, dove è stato sviluppato Astrazeneca

"L'obiettivo e' quello di rendere il vaccino disponibile in tutto il mondo", così a inizio lavori il padrone di casa Matt Hancock, ministro della Salute del governo di Boris Johnson. Ha insistito sul fatto che occorra "imparare dalla pandemia" per rafforzare la partnership sanitaria internazionale. E che "nessuno sara' al sicuro dal Covid fino a quando tutti i Paesi non lo saranno". Parole d'ordine destinate a riproporsi nei prossimi appuntamenti dei 7 grandi, fino al decisivo vertice dei capi di Stato e di governo che Johnson ospitera' la settimana prossima in Cornovaglia.


Occasione storica, al castello di Windsor contatto tra Biden e la regina Elisabetta

Al termine dell’incontro in Cornovaglia, faccia a faccia programmato tra il nuovo presidente americano Joe Biden, accompagnato dalla first lady Jill, e la 95enne regina Elisabetta. E’ il 12esimo rendez-vous con un inquilino della Casa Bianca su un totale di 14 avvicendatisi a Washington durante i 69 anni di regno di sua maestà Elisabetta.


Fate presto occorrono più vaccini

Secondo le recenti denunce dell'Oms e di varie agenzie dell'Onu, al momento si dispone di meno dosi di quelle che servono a livello globale. Nell'ambito del programma Covax di aiuto alle nazioni piu' svantaggiate sono state raccolte “solo” 190 milioni di dosi vaccinali. Al G7 si chiede di fare di piu' e piu' in fretta. Paesi come la Repubblica Democratica del Congo si aggiungono alla lista dei territori emarginati soggetti a nuove terrificanti ondate di contagi. Una realtà molto distante dalle campagne di vaccinazioni a ritmo di record di Usa o Regno Unito (gia' oltre il 50% della popolazione adulta immunizzata) e ormai a buona andatura anche da tutto l'Occidente, Italia compresa. Da noi oltre il 41% della popolazione ha ricevuto almeno una dose.


Gli Stati Uniti metteranno a disposizione 80 milioni di dosi

E’ arrivato, in queste ore, l'annuncio della Casa Bianca che promette di condividere almeno 80 milioni di dosi di vaccini con il resto del mondo, la prima tranche è di 25 milioni di dosi, di cui 19 milioni distribuiti tramite il Covax.


Sui viaggi speranze , ma finora nessuna soluzione globale

La discussione è intensa su come facilitare gli spostamenti globali, per avviare davvero la ripresa economica di tutti i paesi che hanno tra le risorse primarie il turismo. La soluzione, sulla quale non c’è ancora accordo, è facilitarli attraverso la certificazione dello status vaccinale o di negativita' ai test di ciascuno. Per il ministro italiano Speranza l'auspicio e' quello di una condivisione allargata ai G7 e "oltre i G7" del modello del green pass messo a punto dall'Ue, la cui attuazione l'Italia chiede peraltro di "velocizzare" rispetto alla scadenza del primo luglio indicata da Bruxelles. Ma la prospettiva di una sorta di passaporto collettivo globale resta per ora di la' da venire, ha puntualizzato il britannico Hancock, malgrado la consapevolezza comune dell'efficacia degli antidoti approvati: efficacia testimoniata dai dati in particolare sull'impatto relativo al calo netto d'infezioni gravi, ricoveri ospedalieri e numero di morti. "Vi e' un numero di Paesi al mondo che intende richiedere definitivamente la vaccinazione come condizione per poter viaggiare - ha sottolineato il ministro di Johnson - e noi come Regno Unito stiamo assicurando che ogni britannico abbia un certificato vaccinale". "Ma siamo ancora piuttosto lontani da un approccio internazionalmente condiviso da tutti”.


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