Dalle case popolari di Napoli alla ristorazione, a Brescia, la seconda possibilità per il pizzaiolo e imprenditore Ciro Di Maio
17 giugno 2026, ore 14:15
Un'infanzia difficile e a rischio, poi, a 14 anni, la decisione di trasferirsi al Nord per fare fortuna e aiutare chi lotta per costruirsi il futuro
"Il segreto della vita è cadere sette volte e rialzarsi otto": così dice lo scrittore brasiliano Paulo Coelho e, questa sua massima sembra racchiudere il senso di quello che ha vissuto, finora, partendo dall'adolescenza, Ciro Di Maio, 36 anni, originario di Frattamaggiore, in provincia di Napoli che, oggi, di mestiere fa il pizzaiolo e l'imprenditore nel settore della ristorazione, a Brescia, con un passato di quelli che ti fanno crescere in fretta. Con un cognome "importante" e "faticoso" con cui confrontarsi. La sua è la storia di un ragazzino cresciuto nelle case popolari, in un quartiere e in un ambiente dove può succedere di perdersi, anche per chi, come lui, è stato un bambino già adulto. A 14 anni la decisione di lasciare Napoli e la famiglia per costruirsi una seconda possibilità e un futuro diversi. Brescia, quindi, è diventata ed è, ancora adesso, la sua casa. La determinazione nell'inseguire i propri sogni lo porterà, prima a rilevare un locale con un socio, e, poi, ad acquistarlo tutto da solo. La realizzazione di quel sogno, oggi, gli ha permesso di dare lavoro a 15 ragazzi. Ma non poteva finire qui. Aiutare chi ha sbagliato e chi non ha avuto tanto dalla vita: questa la strada maestra per Ciro. Da qui anche la collaborazione con le istituzioni per realizzare corsi per insegnare l'arte della pizza a giovani detenuti e a persone con disabilità varie. Perchè molte volte si cade, ma è importante sapersi rialzare e sostenere chi ancora è per terra e non riesce, da solo, a risollevarsi.



