Delitto Trinchero, Alex Manna resta in carcere per omicidio, per ora non per femminicidio

Delitto Trinchero, Alex Manna resta in carcere per omicidio, per ora non per femminicidio

Delitto Trinchero, Alex Manna resta in carcere per omicidio, per ora non per femminicidio Photo Credit: Ansa/ Tino Romano


Zoe Trinchero, secondo l'autopsia, era ancora viva quando è stata gettata nel canale, Alex Manna aveva mostrato disperazione al ritrovamento del corpo

Il gip di Alessandria Aldo Tirone ha sciolto la riserva dopo l'udienza di convalida dell'arresto di Alex Manna, 20 anni per la morte di Zoe Trinchero, di tre anni più giovane di lui. Era scontato che rimanesse in carcere, dopo la lunga confessione che il ragazzo ha fatto sabato davanti ai carabinieri di Nizza, del Reparto Operativo e del pm Ferrando della Procura di Alessandria. I motivi formali sono la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e il serio pericolo di fuga.
Ma c'è un particolare, non da poco, che ancora manca nella lunga ricostruzione della tragica serata di venerdì che si riverbera anche in queste prime carte processuali: il movente. Non confermato nè nella confessione, nè all'udienza di convalida (dove Manna ha scelto la via del silenzio dicendo di non avere altro da aggiungere) e, ad ora, non accertato dalle indagini che stanno continuando serrate per dare riscontri e per ricostruire esattamente ogni istante dell'omicidio.Alex ha ammesso di averle dato dei pugni e di averla poi fatta precipitare nel rio ma non ha saputo, probabilmente voluto, spiegarne il perché. C’è una traccia nel passato, c’era stata una relazione tra i due quando erano giovanissimi , con un tradimento.
Per ora l'accusa formulata dalla Procura di Alessandria nei confronti di Alex continua ad essere quella di omicidio e non di femminicidio. Reato, quest'ultimo, introdotto recentemente che prevede la punizione con l'ergastolo per, testuale "l'uccisione di una donna per motivi di genere, odio, dominio o rifiuto di una relazione".

Zoe buttata ancora viva nel canale

Secondo le prime conclusioni dell'esame autoptico effettuato dal medico legale Alessandra Cicchini, Zoe Trinchero era ancora viva quando è stata gettata nel canale. Serviranno ancora delle analisi, ma questo aspetto, legato al "trauma da precipitazione", sembra ormai chiarito in via definitiva. Nonostante i pugni di Alex Manna, la 17enne uccisa a Nizza Monferrato nella tarda serata del 6 febbraio scorso, respirava ancora mentre veniva scaraventata nel rio da un'altezza di circa tre metri.

La recita del colpevole

Manna avrebbe pianto sul corpo della giovane per ingannare gli amici con i quali l’aveva cercata. la stava cercando. Inoltre, due settimane prima, avrebbe già tentato un approccio con la ragazza. Lo hanno riferito a Storie Italiane su RaiUno i due giovani che hanno ritrovato il corpo."Appena l'abbiamo vista, abbiamo detto 'Quella è Zoe'. Aveva ferite sul viso e si vedeva che era gonfia, forse cadendo ha sbattuto la testa", hanno proseguito. "Abbiamo tirato fuori il telefono e chiamato il 112". I due amici hanno poi descritto il comportamento di Alex: "Era lì con noi, è sceso a piangerle addosso e a urlare 'è colpa mia che non l'ho salvata, l'ho lasciata da sola'. Noi purtroppo gli abbiamo creduto, ma era lucido, tremava e continuava a piangere. Ha incolpato subito un ragazzo di colore che ha rischiato il linciaggio se non lo portavano via i carabinieri".



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