Dopo il sito "mia moglie" alla ribalta una pagina che contiene migliaia di scatti e fotomomtaggi osè

Dopo il sito "mia moglie" alla ribalta una pagina che contiene migliaia di scatti e fotomomtaggi osè

Dopo il sito "mia moglie" alla ribalta una pagina che contiene migliaia di scatti e fotomomtaggi osè Photo Credit: Ansa/ ETTORE FERRARI


Ci sono tante donne della politica, di rilevanza nazionale o locale, tra le più gettonate Meloni, Boschi e Carfagna, ora si difenderanno con denunce, il sito garantiva accessi anonimi

Non solo donne normali su Internet , ci sono foto rubate e post osceni , con commenti di tutti i tipi, su un sito porno, tra le vittime Meloni, Schlein, Mara Carfagna e Maria Elena Boschi. Si lavora per la sua chiusura Un lavoro certosino di raccolta di scatti di donne presi dai social e dalla tv e inseriti in fotomontaggi o messe così sono. Le politiche nel mirino: «Denunciamo tutte» E’ il primo caso di unione di ogni forza politica in Italia, ma per l’onore e il buon nome, si può fare evidentemente.


Il tema è unico, scatti di donne prese dai social, da spezzoni di interviste e programmi televisivi. Zoomate sulle parti intime, inserite in fotomontaggi osé. E gettate su Phica.eu, un sito pornografico , dove ludibrio, perversione e violenza trapassano limiti. Anche se, ulteriore discriminazione, i commenti degli uomini potevano essere inseriti in modalità anonima Ci sono ragazze in spiaggia che prendono il sole, adolescenti sedute al bar, all’uscita da scuola, in attesa alla fermata dell’autobus, o semplicemente a passeggio per la strada. Donne di ogni età. Ma ecco anche personaggi pubblici, e donne in carriera politica. La premier Giorgia Meloni immortalata al mare mentre si spalma la crema o mentre e impegnata in incontri ufficiali. Elly Schlein alla partita del cuore dello scorso anno. La lista comprende molte altre , c’è Mara Carfagna, segretaria di Noi moderati, e la collega di partito Mariastella Gelmini, rappresentata in un fotomontaggio con un seno scoperto, scatto forse preso nel suo periodo da modella, non può mancare la deputata di Italia Viva Maria Elena Boschi. Solo per citarne alcune. Ed è sufficiente il nome del thread, così si chiamano i gruppi di discussione sul web, per comprendere il tipo di cultura: “Politiche arrapanti”. Attivo dal 2005, il sito contiene ogni genere di abiezione. L’accesso? Completamente libero. Ad ogni utente di ogni età. L’unica riservatezza è pensata per chi, in modo vile, vuole interagire e condivide e commenta dietro nickname fasulli.

La rivolta delle vittime

 L’ex sottosegretaria dem del Mise e candidata alle elezioni regionali nelle Marche Alessia Morani viene avvisata da un’amica: «Devo darti una brutta notizia, ci sei finita dentro anche te». Altre foto rubate, altre oscenità scritte dietro falso nome. «Quella pagina è uno schifo, non riesco a trovare un altro aggettivo», commenta Morani. Sceglie il termine «branco digitale» e sottolinea: «Serve un’azione collettiva contro questa violenza». La notizia di quel sito si diffonde e le donne si avvisano tra loro. «Mi ha chiamata una collega appena arrivata a Bruxelles», racconta l’eurodeputata Pd Alessandra Moretti. «C’erano migliaia di mie foto, dal 2012 in poi. Con commenti irripetibili». Moretti aggiunge: «Ho provato schifo, mi sono sentita ferita nella mia dignità, preoccupata per la mia sicurezza. Ma sono una donna di cinquant’anni, reagisco e ne faccio una battaglia politica. Mi preoccupo, invece, per le ragazze giovani». L’invito è a denunciare. «È fondamentale».

Mia moglie chiuso, Phica.eu per ora ancora aperto

Tutte, poi, si chiedono la stessa cosa: quanti siti di questo tipo ci sono? E un’altra domanda : quanti insospettabili partecipano? Pochi giorni fa, dopo una catena di segnalazioni, è stato chiuso il gruppo Facebook con trentamila iscritti “Mia Moglie”, dove venivano condivisi, come merce di scambio, scatti di mogli, fidanzate, perfette sconosciute incrociate per strada. Phica.eu è ancora attivo. E la polizia postale indaga per individuare chi quelle foto le ha rubate, condivise e commentate. Peccato non si riesca a risalire anche a chi le ha solamente guardate, magari ridendo con gli amici in una gioviale e volgare esibizione di machismo. Non siamo di fronte a reato, è vero. Ma nulla toglie al loro squallore, alla loro violenza.



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