Dopo la fumata nera riparte il Conclave: oggi altre quattro votazioni

Dopo la fumata nera riparte il Conclave: oggi altre quattro votazioni

Dopo la fumata nera riparte il Conclave: oggi altre quattro votazioni Photo Credit: agenziafotogramma.it


Durante il primo voto il collegio dei cardinali non ha raggiunto la maggioranza

Nulla da fare dopo il primo voto del Conclave. Il collegio dei cardinali non ha raggiunto la maggioranza per eleggere il successore di Papa Francesco al soglio pontificio. Si riparte oggi con altre quattro votazioni. Le fumate sono in programma a mezzogiorno e alle 19:00. Non solo però: dovesse arrivare una fumata bianca al termine del secondo o del quarto voto, il comignolo potrebbe animarsi anche a metà mattina o a metà pomeriggio.


Il super favorito, tra pregi e critiche

Parolin è il grande favorito di questo conclave. Il suo profilo è altissimo: è un fine diplomatico, apprezzato da gran parte degli episcopati mondiali. Tuttavia, non è esente da critiche. Durante le congregazioni generali, è stato bersaglio anche del “fuoco amico” per la sua gestione del caso Becciu e per l’accordo sulla nomina dei vescovi con la Cina. Quest’ultimo è visto come una concessione inaccettabile da parte dei cardinali più tradizionalisti, gelosi dell’autonomia della Chiesa. A suo sfavore pesa anche il fatto di non aver mai guidato una diocesi, mancando quindi del cosiddetto “bagno pastorale”. Tuttavia, il suo carattere affabile, umano e caloroso lo rende ancora vicino all’identikit del pastore delineato durante i giorni di confronto tra cardinali, anche se spesso tesi.


Le divisioni tra italiani e bergogliani

In suo favore giocano le profonde divisioni tra gli italiani e anche tra i sostenitori di Papa Francesco, i cosiddetti bergogliani, che non sono arrivati al conclave con una linea unitaria. Alcuni sostengono il maltese Mario Grech, figura chiave del sinodo e delle riforme, appoggiato anche dal gesuita Hoellerich. Altri guardano a Matteo Zuppi, molto vicino allo stile pastorale di Francesco, ma non ben visto da una parte dell’episcopato italiano più conservatore, come il cardinale Giuseppe Betori, legato all’epoca di Benedetto XVI.


L’ascesa di Filoni e l’ipotesi del ritorno all’istituzione

Nel contesto delle divisioni interne, si fa strada la figura di Fernando Filoni. Anche lui diplomatico, è noto per essere stato l’unico ambasciatore occidentale a restare a Baghdad durante i bombardamenti americani. Di origini pugliesi, ha 79 anni ed è stato collaboratore di tre papi. È ben visto da chi auspica un ritorno alla centralità dell’istituzione e alla rigorosa osservanza delle norme. Diversi cardinali, tra cui Müller, Stella e Ruini, hanno infatti chiesto un papato più chiaro e radicato nella tradizione.


Il primo voto e i nomi emergenti

Il primo voto si è svolto stasera, segnato da una lunga attesa in piazza per la fumata, che è risultata nera. I cardinali sono entrati in conclave stanchi, provati da giorni di celebrazioni e discussioni. Durante il giuramento, si sono distinti Parolin, ma anche il canadese François Prevost, considerato una figura di compromesso e attualmente la carta degli americani, che si sono dimostrati più compatti del previsto.


Le alternative e la terna papabile

Tra gli outsider emersi all’ultimo momento c’è il filippino David, visto come rappresentante della continuità. Cala invece la candidatura dell’altro filippino, Louis Antonio Tagle. Restano in corsa anche il francese Jean-Marc Aveline, Matteo Zuppi e Pierbattista Pizzaballa. Curioso il rispetto dell’ordine protocollare nell’ingresso nella Cappella Sistina: sono sfilati in sequenza Prevost, Tagle e Filoni. Qualcuno vede in questo un segnale, una possibile terna papabile.


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