Draghi: "Ho provato a convincere Putin a fermarsi, ma ha lanciato l'offensiva"

17 aprile 2022, ore 16:12

Lo dice il premier Mario Draghi in un'intervista al Corriere della Sera, nella quale ripete che l'esecutivo "va avanti fino in fondo" se riuscirà a fare le cose "che servono al Paese"

"In un momento pieno di incertezze, di potenziali instabilità, di fragilità interne ed esterne, questo governo di unità nazionale continua a voler governare. Abbiamo fatto molto e lo abbiamo fatto insieme". Lo dice il premier Mario Draghi in un'intervista al Corriere della Sera, nella quale ripete che l'esecutivo "va avanti fino in fondo" se riuscirà a fare le cose "che servono al Paese". Stiamo superando "la pandemia; sul fronte internazionale, l'Italia è tornata a pesare come è giusto che sia - aggiunge - sosteniamo l'Ucraina, lavoriamo per la pace; sul piano economico usciamo da un anno in cui abbiamo avuto una crescita del prodotto interno lordo del 6,6%. C'e' ora un rallentamento, dovuto alla guerra. Il compito del governo e' quello di sostenere lavoratori e imprese e rendere l'Italia più moderna, vivibile, giusta".


Ucraina, telefonata Draghi-Putin

Venendo al conflitto in Ucraina, il premier spiega che "ci siamo telefonati con il presidente Putin prima dell'inizio della guerra. Ci siamo lasciati con l'intesa che ci saremmo risentiti. Alcune settimane dopo però ha lanciato l'offensiva". Il premier è riuscito a parlare con il presidente russo qualche giorno fa, chiedendogli di trattare con Zelensky per il cessate il fuoco, ma Putin ha risposto di non reputare i tempi ancora maturi. Finora l'obiettivo del leader russo è stato "il tentativo di annientare la resistenza ucraina - osserva Draghi - occupare il Paese e affidarlo a un governo amico. Noi resteremo accanto ai nostri amici ucraini" la cui resistenza "è eroica". Per Draghi ci aspetta "una guerra di resistenza, una violenza prolungata con distruzioni che continueranno". La linea "di tutti gli alleati resta quella di evitare un coinvolgimento diretto dell'Europa nella guerra".


Le sanzioni? "Sono essenziali ma non riescono a fermare le truppe nel breve periodo"

Draghi aggiunge che le sanzioni "sono essenziali per indebolire l'aggressore, ma non riescono a fermare le truppe nel breve periodo. Per farlo, bisogna aiutare direttamente gli ucraini, ed è quello che stiamo facendo. Non farlo equivarrebbe a dire loro: arrendetevi, accettate schiavitù e sottomissione". La proposta italiana "di un tetto al prezzo del gas russo sta guadagnando consensi e sarà discussa al prossimo Consiglio europeo sulla base di un documento generale preparato dalla Commissione". Le sanzioni, per Draghi stanno funzionando, "ora ci stiamo chiedendo se dobbiamo fare di più". Per non dipendere più dal gas russo "bisogna diversificare le fonti di energia e trovare nuovi fornitori", sottolinea. Il governo "ha già approvato norme per sbloccare gli investimenti nelle energie rinnovabili. Ne faremo altre a breve".


Pandemia: "La campagna di vaccinazione è stata un grande successo"

Per quanto riguarda la pandemia, "la campagna di vaccinazione è stata un grande successo" e se ci dovesse essere un nuovo peggioramento della situazione, "siamo molto più preparati che in passato". Procedono anche gli investimenti legati al Recovery Plan: "Nel 2021 abbiamo realizzato tutti gli obiettivi previsti dal Pnrr. Pochi giorni fa sono arrivati i primi 21 miliardi, che si aggiungono ai quasi 25 che abbiamo ricevuto l'anno scorso". Ci sono "alcune riforme che dobbiamo ancora realizzare: concorrenza, codice degli appalti, fisco e giustizia. Sul codice degli appalti, che è in commissione, mi pare che la strada sia spianata". 

Draghi: "Ho provato a convincere Putin a fermarsi, ma ha lanciato l'offensiva"
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