Emicrania, in Italia ne soffrono 6 milioni, soprattutto donne

 26 giugno 2019

Patologia soprattutto al femminile, per una diagnosi possono volerci 7 anni

Una patologia al femminile, invalidante eppure ancora sottovalutata. E’ l'emicrania, che colpisce circa sei milioni di persone, ed e' tre volte più frequente e condizionante tra le donne: il 15,8% contro il 5% dei maschi ne è colpito (in età per giunta giovanile, nel 40% dei casi con esordio al di sotto dei 18 anni) e definisce "scadente" il proprio stato di salute nel 34,1% dei casi contro il 15% degli uomini. Per la diagnosi in alcuni casi ci vogliono fino a sette anni, perché non sempre ci si rivolge con tempestività al medico. E' quanto emerge dalla ricerca “Vivere con l'emicrania”, realizzata dal Censis su un campione di 695 pazienti dai 18 ai 65 anni con diagnosi di emicrania e con un focus sui pazienti colpiti da cefalea a grappolo, una forma di cefalea primaria particolarmente dolorosa. Nel percorso di riconoscimento della patologia il ricorso al medico non sempre è immediato, in pochi hanno consultato il medico appena i sintomi si sono palesati. Il ritardo è causato dalla tendenza a minimizzare il problema, legata alla difficoltà di associare al mal di testa un potenziale pericolo concreto per la salute. I pazienti si dichiarano in larga maggioranza molto o abbastanza informati circa l'emicrania, ma non del tutto soddisfatti delle terapie. I professionisti sanitari sono la fonte di informazione più citata, in particolare il neurologo. Ma una percentuale comunque consistente indica internet come fonte informativa. I pazienti non esprimono però un giudizio nettamente positivo sulle informazioni in loro possesso: il 45,2% segnala di aver ottenuto tutte le informazioni di cui aveva bisogno, ma il 49,1% manifesta insoddisfazione. 
Emicrania, in Italia ne soffrono 6 milioni, soprattutto donne

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