Ergastolo per Benno Neumair, il 31enne uccise i genitori e gettò i copri nell’Adige

19 novembre 2022, ore 19:14

“Non è una vittoria. Mamma e papà non torneranno” ha commentato la sorella dopo la sentenza di ergastolo per Benno Neumair, il 31enne uccise i genitori

Ergastolo per Benno Neumair, il 31enne bolzanino che il 4 gennaio 2021 uccise i genitori, Peter Neumair 63 anni e Laura Perselli 68 anni, entrambi insegnanti in pensione, per poi gettarne i corpi nell'Adige. Lo hanno deciso i giudici riuniti in camera di consiglio per oltre cinque ore, accogliendo le richieste dei pm Federica Iovene e Igor Secco, che hanno chiesto la pena massima per entrambi gli omicidi. Inoltre Benno Neumair dovrà stare in regime di isolamento diurno per un anno e dovrà pagare una provvisionale alle parti civili. 200.000 euro alla sorella Made' e 80.000 euro alla sorella di Laura Perselli, Carla.


La tesi dell’accusa

L'accusa ritiene che i delitti siano stati commessi con piena coscienza e volontà e che la confessione si astata tardiva perché arrivata solo dopo il ritrovamento del corpo della madre. Sul fatto che Benno Neumair soffra di un disturbo della personalità, l’accusa sostiene che non soffre perché non si pente. E non ha sofferto quando ha messo in scena il suo spettacolo qui davanti ai giudici. Il pm Igor Secco nella sua arringa conclusiva ha aggiunto anche che “Non e' che la sua malattia gli abbia reso impossibile chiedere perdono a sua sorella qui in aula o almeno dirle una semplice parola di scuse. Nulla gli avrebbe impedito di parlare con uno psichiatra in prigione".


La richiesta della difesa

La difesa, ovvero gli avvocati di Benno, Angelo Polo e Flavio Moccia, avevano chiesto di applicare le attenuanti generiche e per l'imputato incapacità di intendere e di volere perché secondo una perizia di parte, fatta di difensori del 31enne bolzanino, l’uomo soffrirebbe di un grave disturbo di personalità, sarebbe dunque malato e socialmente pericoloso. Gli avvocati difensori di Benno hanno sostenuto la tesi che l’uomo sarebbe incapace di controllarsi e che il litigio con il padre avrebbe fatto da detonatore per l'omicidio.


Il presunto litigio

Non c’è prova certa di un litigio tra Benno e il padre. Circostanza questa citata dallo stesso imputato che confessò comunque di aver ucciso i genitori strangolandoli con una corda: La prima vittima fu il padre, poi toccò alla madre. Il duplice delitto fu commesso nell’abitazione della famiglia a Bolzano. Secondo la confessione fu proprio la discussione con il padre a degenerare in un litigio poi sfociato nel primo dei due omicidi.


I tentativi di depistaggio

Dopo aver ucciso i genitori, Benno Neumair cercò di depistare gli investigatori. Alla giovane di ora che frequentava in quel periodo disse di raccontare agli inquirenti se interrogata, che i due erano insieme e avevano fumato marijuana. Un alto tentativo di depistaggio è legato all’auto, che Benno andò anche a lavare, ma venne fermato prima dai carabinieri.


Il carattere di Benno

Durante la permanenza in carcere Benno aggredì un detenuto, ma anche in aula, durate le udienze in Corte d'assise venne ripreso più volte dal giudice per il suo atteggiamento, ritenuto indisponente.


Le parole della sorella

“Questa non è una vittoria. Non è un traguardo. Penso che la giuria abbia deciso quello che in questo momento è sembrato giusto. Penso che sia giusto. Non so se lo perdonerò è una domanda così difficile che non ci sto pensando. Non sto pensando a lui in questo momento ma alla mamma e al papà", ha detto Made' Neumair, la sorella di Benno, dopo aver ascoltato la lettura della sentenza di condanna all’ergastolo del fratello Benno.


Ergastolo per Benno Neumair, il 31enne uccise i genitori e gettò i copri nell’Adige
PHOTO CREDIT: foto agenzia fotogramma.it
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