Federica Torzullo, contestato il femminicidio a Claudio Carlomagno, che rischia l'ergastolo
20 gennaio 2026, ore 17:15
Il delitto caratterizzato da estrema violenza, si indaga per l'eventuale premeditazione, Carlomagno ha tentato di bruciare il corpo della moglie , segnsato da 23 colpi di coltello
Carlomagno dunque verso l’ergastolo
La ricostruzione delle ultime ore di vita di Federica
Federica Torzullo ha trascorso la notte tra l’8 e il 9 gennaio nella sua abitazione, alla sola presenza del marito, e non ne è più uscita, Si ritiene che l’indagato abbia agito con condotte violente nei confronti della moglie all’interno dell’abitazione, per poi trasportarne le spoglie nel canneto adiacente al deposito aziendale della Carlomagno s.r.l.; L’ispezione esterna del cadavere ha evidenziato tre lesioni in corrispondenza del collo e il corpo presenta multiple lesioni di varia forma in corrispondenza della parte sinistra del volto, dell’orecchio destro, della regione cervicale e dell’arto sinistro. Da un primo esame sul corpo è emerso che Federica Torzullo ha provato a difendersi dall’aggressione, definita “efferata”, e che è stata condotta con estrema violenza. Carlomagno ha tentato anche di dare fuoco ai resti di Federica Torzullo.
La donna aveva una nuova relazione
A chiamare per primo il 9 gennaio , preoccupato perché Federica non rispondeva al telefono, è stato il nuovo compagno della 41enne con la quale aveva una relazione da qualche mese.L’uomo, residente ad Ascoli, sentito subito dai carabinieri, si sarebbe rivolto ai familiari della donna per segnalare la situazione Forse pensando già al peggio. Un allarme iniziale — seguito dai tentativi di rintracciarla fatti dai colleghi del Centro meccanografico delle Poste —, che si è poi rivelato purtroppo concreto, tanto che i genitori di Federica Torzullo quello stesso giorno si sono recati dai carabinieri per sporgere denuncia.
Quale arma, quale modalità?
Con loro anche il marito di Federica, Claudio Carlomagno — ora in carcere a Civitavecchia accusato di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere — accompagnato dalla madre Maria Messenio, ormai ex assessore alla Sicurezza di Anguillara (si è dimessa ), il paese a nord di Roma sul lago di Bracciano, dove tutti vivono. All’interrogatorio fissato dal pm alla vigilia dell’udienza di convalida davanti al gip, il 45enne si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ha scelto di rimanere in silenzio, come dal giorno della scomparsa della moglie, nonostante gli indizi raccolti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia, coordinati dalla Procura di Civitavecchia Adesso si deve capire quale arma o più armi bianche siano state usate. Quale è la modalità. Il movente appare chiaro.
Le indicazioni dell'autopsia
A queste domande risponde parzialmente l''autopsia, Ci sono segni di 23 coltellate, la gamba sinistra è è amputata, probabilmrnte dall'escavatore usato pe scavare la fossa diove sono stati sotterrati i resti.
C’è premeditazione ?
Gli approfondimenti sulle tracce ematiche e biologiche dovranno servire a chiarirlo. Quanto alla premeditazione, è presto per parlarne: «Bisognerà stabilire se e quando la terra sia stata smossa per capire se l’indagato avesse preparato il terreno ma servirebbe un agronomo», dice il procuratore capo. L’udienza per la separazione e l’affidamento del figlio di 10 anni era già stata fissata la scorsa settimana ma adesso gli investigatori stanno cercando altri elementi proprio per valutare se il delitto sia stato premeditato. E, come sottolinea il procuratore Liguori, «il coinvolgimento di altri». Solo dopo Capodanno Carlomagno sarebbe stato messo al corrente dalla moglie dell’esistenza di un altro uomo. Federica avrebbe confidato a un’amica, durante la serata dell’ultimo dell’anno, che prima dell’udienza per la separazione lo avrebbe detto al marito. Forse glielo ha detto quella sera e il 45nne marito è stato travolto all’ira.
Carlomagno voleva fuggire
I carabinieri hanno ricostruito quanto accaduto prima in casa — dove la vittima era tornata dal lavoro la sera dell’8 gennaio alle 19.25 per non uscirne più —, quindi nella sede della società del marito dove lui si è trattenuto dalle 7.40 alle 8.45 del giorno successivo, riuscendo anche a inviare messaggi alla suocera Roberta con il telefonino della vittima, fra le 7.55 e le 8.05, fingendosi lei. Ma nel piano di Carlomagno, come evidenziato nel decreto di fermo, c’era anche la fuga.



