Gilberto Picchetto Fratin a RTL 102.5: “Agevolazione e bonus per ridurre le emissioni”

Gilberto Picchetto Fratin a RTL 102.5: “Agevolazione e bonus per ridurre le emissioni”

Gilberto Picchetto Fratin a RTL 102.5: “Agevolazione e bonus per ridurre le emissioni” Photo Credit: Agenzia Fotogramma


Il ministro dell’ambiente, Gilberto Picchetto Fratin, interviene a RTL 102.5

Il ministro dell’ambiente, Gilberto Picchetto Fratin, interviene a RTL 102.5, all’interno di Non Stop News con Enrico Galletti, Massimo Lo Nigro e Giusi Legrenzi.


EMERGENZA CALDO

«Sicuramente abbiamo un’ondata di caldo a livello mondiale, che per noi è molto pesante. Il Mar Mediterraneo ha raggiunto i 30° ieri, quindi una temperatura oltre ogni limite. È chiaro che le misure di prevenzione di questo momento sono proprio di cautela e le abbiamo assunte anche con il ministro Calderone, che ha proposto le pause e i meccanismi di tutela della salute. Naturalmente, io mi occupo dell’energia e devo anche occuparmi del fatto che questo eccesso di caldo mette anche a dura prova quella che è la nostra rete elettrica».


LA POSSIBILITÀ DI RENDERE QUESTE MISURE STRUTTURALI

«La possibilità va sempre contemperata con quelle che sono le condizioni degli interventi economici e l’equilibrio del settore. È chiaro che si può anche avere meccanismi che diano una certa flessibilità o immediatezza di intervento quando si verificano queste situazioni».


LA QUESTIONE ENERGETICA E I BLACK OUT DEGLI ULTIMI GIORNI

«Diciamo che la rete è alta anche a seguito del black out di vent’anni fa, nel 2003. Ha una serie di cautele di protezione che hanno tenuto, questo per tutelarci in caso di eventuale black out nazionale. È molto più difficile che succeda quello che è successo in Spagna, tanto per capirci. Certamente ci sono tutta una serie di aeree, in cui è possibile che l’eccesso di domanda, provochi un surriscaldamento e provochi queste situazioni di disagio, dove però l’intervento è quasi sempre immediato».


LA VISIONE DEI NEGAZIONISTI E LE MISURE EUROPEE

«Basta uscire per strada in questo momento e uno si rende conto che il problema del cambiamento climatico c’è. Certamente, né con le azioni dell’Italia né con le azioni dell’Unione Europea si risolve la questione mondiale. Certamente l’Europa è il nostro continente e gli altri Paesi devono fare la propria parte. Ovviamente anche l’Italia deve fare la propria parte e approfondire la questione e diventa anche un elemento per essere migliore di altri nella propria produzione. Dobbiamo perseguire quella che è l’azione di abbattimento delle emissioni, quindi il superamento dell’ottica dei fossili, e naturalmente di arrivare ad essere più puliti addirittura entro il 2050, altrimenti il danno è superiore al beneficio. L’Italia è un puntino del mondo e deve fare la propria parte, questo naturalmente anche nell’ambito dell’Unione Europea trovando anche dei percorsi compatibili. Quello che noi sosteniamo e che abbiamo sempre sostenuto come governo è applicabile all’Italia la stessa regola che si applica a Lussemburgo».


LE PROPOSTE DELL’ITALIA

«Nell’ultimo Consiglio Europeo per l’ambiente ho presentato le proposte italiane. Assolutamente è necessario avere la flessibilità nei tempi per il raggiungimento degli obiettivi, nelle modalità di raggiungimento degli obiettivi e se l’Europa in qualche modo può agevolare l’onere finanziario, anche solo come primo passo, escludendo dal Patto di stabilità e quindi dai vincoli di sanzione a livello europeo, quelle che possono essere le azioni dello Stato italiano».


LA QUESTIONE CASE E CALDAIE

«Noi abbiamo 20milioni di fabbricati, quindi un numero dovuto alle caratteristiche orografiche del nostro Paese: 2/3 del territorio è montano e collinare, 100.000 borghi e il 70% dei fabbricati storici. Siamo quindi a più di 70 anni, una proprietà diffusa sull’80% delle famiglie. Quello dell’efficienza energetica dei fabbricati è un percorso che dobbiamo raggiungere per tanti motivi: il primo a doversene avvantaggiare è il proprietario dell’immobile, aumenta il beneficio di salute su quell’immobile. Ma è un percorso che va graduato e va aiutato, e da qui ecco è la doppia valenza, la graduazione nel tempo e quello che può essere l’intervento dello Stato. Il super bonus è stato un’esagerazione, che purtroppo è costata molto cara e in cui è stato investito un numero davvero basso di fabbricati. Discorso diverso dire che dobbiamo fare una programmazione per i prossimi 25 anni che deve privilegiare tutta una serie di situazioni, parlo delle pompe di calore, che è qualcosa di diverso rispetto ad usare la stufa a legna, o comunque la caldaia. Si tratta di intervenire con agevolazioni più puntuali, rispetto al generalismo che invece può starci. Se faremo bonus dovranno essere diversi rispetto a quelli visti in passato».


LA QUESTIONE DEI RIDER

«Io non ho seguito bene questo provvedimento, perché ognuno si occupa delle proprie competenze. È chiaro che si è posto in modo forte rispetto all’agricoltura, alle costruzioni e a quelli che sono i settori più esposti. Ovviamente ce ne sono molti altri, ma è anche vero che la valutazione viene fatta rispetto al servizio che si dà. Forse potevano essere compresi anche i rider, ma a quel punto veniva meno il servizio. Ci sono delle attività che sono interrompibili e altre che non lo sono».



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