Gino Cecchettin, papà di Giulia, interviene dopo la rinuncia all'appello per Turetta: verità accertata, ora guardo avanti

Gino Cecchettin, papà di Giulia, interviene dopo la rinuncia all'appello per Turetta: verità accertata, ora guardo avanti

Gino Cecchettin, papà di Giulia, interviene dopo la rinuncia all'appello per Turetta: verità accertata, ora guardo avanti Photo Credit: Instagram


"Giustizia è fatta": così il papà di Giulia, commenta la rinuncia della Procura Generale di Venezia a impugnare la sentenza all'ergastolo per Filippo Turetta

Non esiste una giustizia capace di restituire ciò che è stato tolto, ma esiste la consapevolezza che la verità è stata riconosciuta e che le responsabilità sono state pienamente accertate". Sono le parole con cui Gino Cecchettin accoglie la rinuncia della procura generale di Venezia di impugnare la sentenza di primo grado all'ergastolo per Filippo Turetta per l'omicidio premeditato di Giulia Cecchettin. Nella nota, Gino Cecchettin ha affermato: "Verrebbe naturale pensare di continuare a pretendere giustizia, di cercare ulteriori riconoscimenti della crudeltà o dello stalking. Ma continuare a combattere quando la guerra è finita è, in fondo, un atto sterile. La consapevolezza che è il momento di fermarsi, invece, è un segno di pace interiore e di maturità, un passo che andrebbe compiuto più spesso", aggiunge,. "La giustizia ha il compito di accertare i fatti, non di placare il dolore. Quel compito spetta a noi: a chi resta, a chi decide di trasformare la sofferenza in consapevolezza e la memoria in responsabilità. Come padre, ho scelto da tempo di guardare avanti, perché l'unico modo per onorare Giulia è costruire, ogni giorno, qualcosa di buono in suo nome" dice il padre che presiede la Fondazione Giulia Cecchettin. "Giulia merita di essere ricordata non solo per la tragedia che l'ha colpita, ma per ciò che ha rappresentato: la sua dolcezza, la sua intelligenza, la sua voglia di vivere e di amare in libertà. Il dolore non si cancella, ma può diventare seme. Mi auguro che tutti impariamo a riconoscere e a respingere ogni forma di violenza, e che la cultura del rispetto diventi un impegno condiviso, nella quotidianità e nelle istituzioni. Solo così il sacrificio di Giulia potrà generare un cambiamento reale, profondo, duraturo". L'amore per Giulia "continuerà ad accompagnarmi, come una guida silenziosa, ogni giorno della mia vita", conclude Gino Cecchettin. 


L'omicidio  che scosse l'Italia

Filippo Turetta, la notte tra l'11 e il 12 novembre del 2023, dopo una serata trascorsa in un centro commerciale in provincia di Venezia, aveva aggredito, immobilizzato e accoltellato per almeno 20 minuti Giulia Cecchettin, la sua ex fidanzata, con 75 colpi, dandosi poi alla fuga. Sarebbe stato catturato poi in Germania, una settimana più tardi. Al termine del processo di primo grado, il giovane, reo confesso dell'omicidio e oggi 24 enne, è stato condannato all'ergastolo. E in una lettera che era stata scritta e firmata il 3 dicembre dello scorso anno, Turetta aveva scritto di voler rinunciare all'appello. Una decisione che evidentemente ha avuto il suo peso nella scelta della procura di non procedere con l'impugnazione della sentenza di primo grado.


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