Giorno della memoria, Casellati: silenzi più rumorosi delle bombe. Fico, non può esserci piena riconciliazione senza piena giustizia

Giorno della memoria, Casellati: silenzi più rumorosi delle bombe. Fico, non può esserci piena riconciliazione senza piena giustizia

Giorno della memoria, Casellati: silenzi più rumorosi delle bombe. Fico, non può esserci piena riconciliazione senza piena giustizia


Il presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, ha aperto la cerimonia per la celebrazione del Giorno della Memoria dedicato alle "Vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice". Presente il presidente della Camera Roberto Fico. Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha detto che la nostra democrazia ha sconfitto il terrorismo “Ma ci sono ancora zone d'ombra, la verità è un'esigenza per la Repubblica”

Nell'Aula del Senato alla cerimonia per la giornata della memoria delle vittime del terrorismo, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono intervenuti i presidenti dei due rami del Parlamento, Maria Elisabetta Casellati e Roberto Fico. "Le cicatrici di queste ferite sono parte del nostro DNA collettivo. È un dolore che non si prescrive e che ci chiede oggi di proseguire con costante determinazione la strada per la verità e la trasparenza. Perché tante sono le pagine ancora da ricostruire e i silenzi fanno spesso più rumore delle bombe" ha detto il presidente del Senato Casellati.

IL TERRORE ARMATO NON HA RISPARMIATO NIENTE E NESSUNO

"Non ha risparmiato - ha ricordato Casellati - tanti cittadini onesti e valorosi, diventati un bersaglio dell'eversione per ciò che rappresentavano o per il loro impegno nelle Istituzioni e nella società. Come Aldo Moro. Come Vittorio Bachelet, Guido Galli, Emanuele Tuttobene e Antonino Casu, coraggiosi servitori dello Stato assassinati per la loro instancabile difesa della legalità. Non ha risparmiato donne, uomini e bambini senza colore politico. Travolti dalla furia cieca delle bombe mentre passeggiavano nelle piazze delle nostre città o facevano la fila in banca; mentre erano in viaggio o in stazione attendevano un treno. Non ha risparmiato i tanti italiani, militari o civili, colpiti dal terrorismo internazionale. Come i nostri soldati di Nassirya. Come i tanti soldati di pace caduti sotto il segno del tricolore, martiri di un odio e di una violenza che nessuna matrice ideologica potrà mai giustificare".

ORGOGLIO PER AVER RESPINTO MINACCIA DIFENDENDO DIRITTI COSTITUZIONE

Il presidente della Camera, Roberto Fico, in occasione della celebrazione a Palazzo Madama del Giorno della memoria delle vittime del terrorismo, ha sottolineato che essere una comunità significa ribadire l'impegno solenne ed incondizionato a perseguire piena giustizia e verità sulle vicende negli anni di piombo, ponendo rimedio alle gravi inadempienze di alcuni settori dell'apparato statale. “Ciò vuol dire anzitutto assicurare che chiunque sia stato condannato con sentenza passata in giudicato per gravi crimini -commessi sotto le diverse sigle del terrorismo brigatista e dell'eversione neofascista- sconti la pena in coerenza con le regole e i principi del nostro ordinamento". Non si tratta però, anche alla luce dei fatti delle ultime settimane- di ottenere una presunta vendetta, pubblica o privata. “Ma di applicare” ha proseguito la terza carica dello Stato “a chi si è sottratto alla esecuzione della condanna, fuggendo in altri Paesi, le sentenze emesse in esito a regolari processi, nel rispetto delle garanzie e dei principi della nostra Costituzione. Non può esserci piena riconciliazione senza piena giustizia. Anche questo è il senso della giornata di oggi".


MATTARELLA: FARE PIENA LUCE SUGLI ANNI DI PIOMBO

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha deposto una corona di fiori sotto la lapide dell'On. Aldo Moro, a via Caetani, in occasione del quarantatreesimo anniversario dell'uccisione dello Statista, ha detto, in un intervista a La Repubblica, che la completa verità sugli anni di piombo "è un'esigenza fondamentale per la Repubblica". Mattarella ha ringraziato il presidente francese Macron per i recenti arresti dei terroristi italiani in Francia con l’auspicio "che possa avvenire lo stesso per quanti si sono sottratti alla giustizia italiana e vivono la latitanza in altri Paesi".






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