Giroland: un parco sotto il cielo a un passo dal traguardo

Giroland: un parco sotto il cielo a un passo dal traguardo

Giroland: un parco sotto il cielo a un passo dal traguardo


Giochi, stand ed esposizioni in un villaggio itinerante

Giroland

Seguire il ciclismo significa anche lunghe attese. Per riempirle, al seguito della corsa rosa, c’è anche Giroland: una festa itinerante che si smonta e rimonta come il circo, per tutto lo Stivale: ci sono gli acrobati i saltimbanchi e gli animali (le mascotte in peluche). E come il circo intrattiene, diverte e coinvolge chi ha voglia di mettersi un po’ in gioco.

Il palco

Un piccolo arco rosa fluo sancisce l’ingresso in questo spazio effimero e momentaneo. Una porzione del territorio di approdo della corsa in rosa diventa uno spazio magico. Un palco per le esibizioni, sul quale la compagnia di danza del Giro sviluppa coreografie roboanti al suono di percussioni e tamburi che riportano alla dimensione di sfide epiche. Poi i ballerini si schierano ai lati e due acrobati si posizionano al centro del palco e volano. Sì, letteralmente, si sollevano da terra e piroettano sfidando ogni legge della fisica. La folla è calda. Lo speaker brandisce il microfono e, con la musica a palla, invita gli astanti a sollevare le mani, a ballare e a seguire il ritmo che si fa sempre più frenetico. È allora che individua le sue ‘prede’, quelle da far salire sul podio per delle esibizioni tra il comico e il surreale!

Il Maxischermo

Ovviamente, il palco è polarizzante, ma la corsa resta la protagonista. La si segue da uno schermo che definire maxi è estremamente riduttivo: non basterebbero i pollici di tutti i residenti del comune per descriverne la grandezza e, nonostante le dimensioni, le immagini e i colori sono nitidissimi. Si resta ipnotizzati da quella verosimiglianza, incollati alla Gara, che è agonismo, ma anche paessaggi, colori e scorci mozzafiato.

Gli stand

Se e quando la seduta ipnotica si interrompe, arriva il momento delle pagode rosa: gli stand degli sponsor, montati uno affianco al altro con le coperture geometriche a punta, sono a metà tra piccole tende da circo e gli edifici orientali geometrici e curvilinei, sotto i quali prende vita un brulicante andirivieni di curiosi in cerca di un ricordo inutile da portare a casa e dimenticare in un cassetto. Ciò che non è inutile è lo spirito di questo gigante di organizzazione che si srotola su tutto il territorio, ma è evanescente e un po’ magico come il circo: oggi c’è, domani no.


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