Il coronavirus non fa distinzione, colpiti sport e sportivi

25 marzo 2020, ore 10:00 , agg. alle 12:34

Il mondo dello sport sta vivendo uno degli intervalli più lunghi nella storia e gli sportivi mandano messaggi di vicinanza e positività ai propri spettatori

Il coronavirus non attacca solo corpi deboli e segnati dal tempo: non fa distinzione. Sono numerosi gli sportivi che sono risultati positivi al covid19 di seguito ai controlli tramite tampone e sono numerosi gli eventi che hanno subito forti cambiamenti: gli Europei di calcio sono stati rimandati al 2021 e la serie A è stata sospesa almeno fino al 3 aprile. Da ultimo, le Olimpiadi di Tokyo 2020 sono state posticipate al 2021, portando sconforto tanto negli atleti quanto negli spettatori. Sono decisioni sofferte che vanno ad intaccare non solo gli sportivi e il loro impegno ma anche la collettività che si vede privata di numerose occasioni di aggregazione e comunità. Alcuni atleti hanno deciso di attuare delle iniziative di beneficienza e altrettanti hanno deciso di destinare, tramite i social, dei messaggi ai propri fan, alcuni portando la testimonianza di come è convivere con il virus.

Il coronavirus non fa distinzione, colpiti sport e sportivi

Reina, il portiere colpito dal coronavirus

Pepe Reina, portiere spagnolo dell’Aston Villa, in prestito dal Milan, ha contratto il coronavirus e ha deciso di portare la sua testimonianza a tutto il mondo tramite un’intervista all’emittente radiofonica spagnola Cadena Copena. Nel corso della trasmissione, Reina ha dichiarato di aver avuto tutti i sintomi tipici del virus e di aver avuto timore di contagiare le persone care intorno a lui. Reina non ha potuto fare alcun tampone ma i medici gli hanno confermato che la sintomatologia è quella del Covid-19, senza tuttavia potergli dare un’ufficialità riguardo alla presenza del coronavirus. Il portiere spagnolo ha definito la sua condizione come particolarmente difficile: “è dura, è come se mi avesse travolto un camion”. Il calciatore ha poi avuto parole di vicinanza alla Spagna, all’Italia e a tutte le persone che se ne vanno senza nemmeno poter salutare i propri familiari.


I calciatori della Serie A: i positivi al covid-19

Il campionato è stato sospeso. Moltissimi calciatori sono stati chiamati a fare il tampone, specialmente i giocatori della Juventus, di seguito alla positività di Rugani: tra i contagiati risultano Matuidi e Dybala. Nello scorso weekend è arrivata anche la notizia della positività di Paolo Maldini, ex capitano ed attuale dirigente sportivo del Milan, e di suo figlio Daniel: il direttore dell’area tecnica ha dichiarato, tramite una video su Instagram, che entrambi stanno bene e che il virus dovrebbe sparire velocemente. Ma ha anche raccontato di aver sentito qualcosa di strano nel suo corpo, non poteva essere una banale influenza. Infine, sono risultati positivi alcuni giocatori della Sampdoria, tra cui Gabbiadini ed Ekdal, e della Fiorentina, tra cui Vlahovic (che ha avuto febbre alta) e Cutrone.


Lo scetticismo di Rudy Gobert: stop all'NBA

Il giocatore degli Utah Jazz è risultato positivo al coronavirus e questo ha portato alla sospensione, a tempo indeterminato, della regular season dell’NBA. Negli scorsi giorni, infatti, lo stesso Gobert era stato protagonista di un siparietto ampiamente criticato: il giocatore, ritenendo le misure di sicurezza per il coronavirus eccessive, prima di uscire dalla conferenza stampa, aveva iniziato a toccare tutti i microfoni davanti sé per sottolineare il suo scetticismo riguardo alla situazione. Beffardo il fatto che proprio lui è risultato essere il primo cestista contagiato in America.

Tags: basket, calcio, coronavirus, sport, testimonianze

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