Il delitto di Garlasco, Sempio si proclama innocente, intanto c'è un nuovo soliloquio Photo Credit: ANSA
08 maggio 2026, ore 22:32
"Quando sono andato c'era sangue" avrebbe detto parlando da solo, Andrea Sempio
"È ovvio che il pensiero di tutti è che Chiara possa avere verità e giustizia, è il commento di Andrea Sempio, reso noto da Gianluigi Nuzzi durante la puntata di Quarto Grado su Retequattro. E' solo l'ultima puntata della vicenda legata all'omicidio di Chiara Poggi. "Non ho commesso questo fatto atroce", dice il 38enne che, conversando con delle persone a lui vicine, spera di non essere arrestato.
Le intercettazioni
Per stringere il cerchio attorno all'amico di Marco Poggi e dimostrare l'ipotesi condivisa dai pm pavesi che sia stato lui, la mattina del 13 agosto 2007, a infierire su quella ragazza, 7 anni più grande di lui, per via di un rifiuto a una avances, a corredo della relazione conclusiva ci sono intercettazioni, chat e messaggi WhatsApp, appunti antichi conservati nelle agende, i riscontri sul noto 'scontrino-alibi' del parcheggio di Vigevano, deposizioni e consulenze di profiler o di esperti che hanno riletto di nuovo le foto delle macchie di sangue sulla scena del crimine o dell'autopsia della ragazza. Il tutto con commenti che pesano come macigni su Sempio, con frasi inopportune, se il termine può passare, nei confronti dei genitori e del fratello di Chiara, ai quali va solo riconosciuto il diritto di dimenticare, per quanto sia possibile, e chiudere con un calvario che sta andando avanti da quasi 19 anni. Invece sono stati intercettati e tacciati di avere "ostilità" nei confronti degli inquirenti e quasi messi sotto accusa per una presunta "commistione tra le versioni", le loro e quelle rese dai Sempio.
310 pagine delle indagini
Leggendo le 310 pagine che chiudono le indagini, risaltano i suoi monologhi captati da una cimice piazzata nella sua macchina. "Quando sono andato io...(compatibile con "quando sono andato via") il sangue - aveva bisbigliato il 13 maggio dell'anno scorso - c'era...e allora debitamente inconsapevole, cioè lui (Stasi) non se ne è reso conto ma...senza accorgersene ha evitato le macchie...e allora...del tutto inconsapevole". E ancora: "gli hanno detto 'no stronzata...era d'estate ma era secco'...vabbé questo ci può stare...e da lì stanno cavalcando l'idea che il sangue fosse secco". Una frase che potrebbe essere confessoria ma che, dice il suo difensore Liborio Cataliotti, se letta per esteso è la "rappresentazione di un verbale di Stasi che risponde alle domande a lui rivolte dagli inquirenti" dopo il delitto per spiegare il motivo per cui le sue scarpe erano 'intonse' sebbene fosse stato lui a trovare il corpo senza vita della sua fidanzata in un lago di sangue.
Il soliloquio del 2025
Il soliloquio di aprile 2025 per l'accusa sarebbe uno dei cardini per spiegare il movente per cui il 38enne ha ucciso Chiara con crudeltà e con odio, lo stesso in cui insulta pure la ragazza che non gli parla al telefono: "bella stronza mi ha messo giù", si riferirebbe - secondo quanto annotano nell'atto gli stessi carabinieri - a un "podcast/audio inerente al caso Poggi, e le indagini su" di lui. E poi, a gettare ombra sul personaggio, ci sono gli appunti scritti a mano sulle sue agende e decifrati: "Molta ansia- 2 archiviazioni", "Stasi ha chiesto la riapertura", "mamma in panico per la cosa di Stasi", "Stasi ricorso in Cassazione", aveva scritto nel 2020 seguendo le vicende processuali dell'ex studente bocconiano la cui condanna, per i militari, è "una suggestione creata in fase processuale e cavalcata mediaticamente in 18 anni". E poi ancora i suoi scritti sui sogni: lui che "accoltella delle persone" o che incontra "una bionda che usa il taser su di lui, ma lui le salta addosso e le apre la faccia". Oppure i riferimenti di foto e di ricerche sul web a sfondo sessuale e legate ad amiche, "le navigazioni internet (...) che palesano il suo interesse per il satanismo, gli omicidi, gli assassini, i predatori sessuali, la violenza sulle donne, i cadaveri e la decapitazione, l'esame autoptico e i fenomeni cadaverici". Insomma si tratterebbe di "elementi fortemente indiziari, univoci e concordanti a carico di Andrea Sempio", a cui si aggiungono, oltre alle analisi genetiche e sull'impronta '33', le ipotesi sull'orario della morte della giovane con una "finestra temporale" che va "tra le 7 e le 12.30" del 13 agosto 2007, in cui si inseriscono due "fasce" in cui il sospetto killer potrebbe aver agito: tra le 9.12 e le 9.58 (quando il ragazzo chiama un amico) e tra le 9.58 e le 11.25 (quando viene chiamato dai genitori). Infine quella battute tra Giuseppe Sempio e la moglie sull'alibi: "E' colpa mia, gli ho detto io di tenere lo scontrino, gli ho rovinato la vita all'Andrea...Ho rovinato io la vita", suggerendogli di non buttarlo. Ora, una volta risolto il capitolo della revisione del processo di Stasi, si profila una richiesta di rinvio a giudizio.



