Biennale di Venezia: il presidente Buttafuoco " Non vuole risolvere, ma mostrare, aprire alle domande" Photo Credit: Ansa/ANGELO CARCONI
06 maggio 2026, ore 19:00 , agg. alle 19:29
La manifestazione apre il 9 maggio, "Qui l'unico veto è l''esclusione preventiva, siamo un giardino di pace, non un tribunale" ha aggiunto Buttafuoco
Nessun veto reale
Non intendiamo barattare 30 anni di storia che hanno sempre raccontato così il mondo" ha detto Buttafuoco. "Questa è una Biennale che non vuole risolvere, ma mostrare, aprire alle domande. Qui l'unico veto è l'esclusione preventiva. Mi preoccupano la censura anticipata, le dichiarazioni che piovono da ogni dove costruendo un verdetto prima del confronto. La Biennale non è un tribunale. È un giardino di pace. Alle istituzioni chiediamo dialogo, non carte che girano. Proviamo insieme a guardare la luna" ha sottolineato.
I russi...
"La presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla domanda sulla partecipazione della Russia ha detto 'la Fondazione Biennale di Venezia è autonoma'. Con la doverosa premessa 'non sono d'accordo, ma'... proprio in quel 'ma' e la ringrazio, ha confermato la libertà e l'autonomia e quindi la libertà e l'audacia che sono il fondamento della civiltà del diritto" ha detto Buttafuoco. "La civiltà del diritto è cosa ben diversa dagli statuti etici dove la legge è uguale per tutti diventa per tutti quelli che la pensano come noi, per come vogliamo noi" ha sottolineato. "A Venezia non abbracciamo le armi, prepariamo la pace" ha detto Buttafuoco tra gli applausi concludendo il suo intervento. "Non alimentiamo polemiche, apriamo discussioni. Ci guidano il diritto, il rispetto, la pace e il dialogo, valori che valgono per tutte le nazioni" ha sottolineato. L'ambasciatore russo all'inaugurazione del padiglione russo: 'C'è qualcosa di veramente morboso e irrazionale nell'ossessione dell'Ue di perseguitare la cultura e l'arte russa'.



