Il ministro russo Shoigu ricompare in pubblico; si sono invece perse le tracce di Prigozhin. Mosca torna a una apparente normalità

Il ministro russo Shoigu ricompare in pubblico; si sono invece perse le tracce di Prigozhin. Mosca torna a una apparente normalità

Il ministro russo Shoigu ricompare in pubblico; si sono invece perse le tracce di Prigozhin. Mosca torna a una apparente normalità Photo Credit: agenziafotogramma.it


Il responsabile della difesa russo ha visitato le truppe in Ucraina; non si hanno notizie invece del capo della Wagner, Pruigozhin dovrebbe essere in Bielorussia, ma mancano conferme. A Mosca revocato lo stato d'emergenza

E' RICOMPARSO SHOIGU

Non si sa ancora che fine farà. Intanto però è ricomparso in pubblico. Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, obiettivo numero uno degli attacchi del capo della Wagner Prigozhin, ha visitato le truppe in Ucraina, con tanto di foto e video ( di 47 secondi, senza sonoro) a documentare l’accaduto: è questa la sua prima apparizione pubblica dall'ammutinamento di Wagner nello scorso fine settimana. Shoigu non ha commentato la ribellione, durante la quale il capo di Wagner Prigozhin aveva chiesto al ministro della Difesa di incontrarlo a Rostov prima di sospendere l'ammutinamento; il ministro della difesa è anche ricomparso in televisione. Nei giorni scorsi era partito il dibattito su quale sarebbe stato il suo futuro, e da più parti si era ipotizzato un suo accantonamento come chiesto da Prigozhin. Per il momento questo non è accaduto, ma non è detto che non possa accadere prossimamente.

MISTERO PRIGOZHIN

Non si hanno invece più notizie di Evgeny Prigozhin. Uscito dai radar da sabato sera, dopo la rinuncia alla marcia su Mosca. Secondo l’accordo, dovrebbe essere in Bielorussia, ma mancano prove e conferme. Così come non ci sono certezze sui retroscena di quanto avvenuto nello scorso fine settimana e sul ruolo del dittatore di Minsk, Lukaschenko. E’ però parso evidente che la Russia e Putin sono molto meno inviolabili di quanto volesse far credere una certa propaganda, anche in Italia. La novità di questa mattina è un messaggio piuttosto criptico apparso sul canale Telegram collegato alla Wagner: “i piani amano il silenzio”, accompagnato da una grafica che ritrae Prigozhin con un dito sulla bocca, come ad indicare il silenzio appunto. Un messaggio che sembra suggerire la possibilità di ulteriori sviluppi, al momento taciuti ma in elaborazione, dopo la ribellione della Wagner rientrata. Nel frattempo, secondo quanto trapela da Mosca, Prigozhin rimane sotto inchiesta per ribellione.

UNA APPARENTE NORMALITA'

A Mosca è intanto tornata la calma: sabato sera era scattato un piano di emergenza per proteggere il Cremlino, la Duma, i ministeri e gli altri obiettivi sensibili. Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin ha annunciato la revoca delle misure antiterrorismo adottate nella capitale russa durante quello che è stato definito dalle autorità locali l'ammutinamento armato delle truppe del Gruppo Wagner. In un messaggio postato oggi su Telegram, Sobyanin ha anche ringraziato i residenti per la "calma e la comprensione". La situazione nella regione di Mosca è attualmente stabile. Ad annunciarlo è stato il Servizio federale per la sicurezza della Russia (Fsb), nel confermare la revoca a partire dalle 9 di questa mattina ora locale delle misure restrittive adottate nella capitale russa e nella regione circostante a seguito della rivolta armata delle unità del Gruppo Wagner. Ma restano le incognite sul futuro.


"RUSSIA INDEBOLITA"

I fatti russi tengono banco al vertice di Lussemburgo, con i ministri degli Esteri dell’Unione Europea. C’è anche Antonio Tajani. Il responsabile della Farnesina, in una intervista a La Stampa ha affermato che la Russia ora appare più debole, perché sono emerse importanti crepe nel suo sistema militare. Questa mattina Tajani ha aggiunto che l’assenza della brigata Wagner in Ucraina certo non rafforza l’armata russa, ma ha precisato di non voler interferire sui fatti interni di Mosca: “Seguiamo l'evolversi della situazione, non tocca a noi interferire. Certo, l'assenza di Wagner non rafforza l'armata russa. Ne discuteremo oggi con i ministri degli affari esteri e con Dmitro Kuleba, che si collegherà”.



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