Il turismo del vino è in aumento in Italia, secondo una indagine della Cna, sono 12 milioni gli enoturisti nel nostro Paese

Il turismo del vino è in aumento in Italia, secondo una indagine della Cna, sono 12 milioni gli enoturisti nel nostro Paese

Il turismo del vino è in aumento in Italia, secondo una indagine della Cna, sono 12 milioni gli enoturisti nel nostro Paese Photo Credit: foto agenzia fotogramma.it


In concomitanza con l’apertura del Vinitaly, arrivano i dati sul turismo enologico in Italia, 12 milioni di presenze e 18 milioni pernottamenti, è quanto emerge da una indagine Cna, +20% sull'2023

Questo sarà un anno buono per il vino, almeno, per il turismo enologico che farà segnare numeri record. Nel 2024 saranno 12 milioni i turisti del vino, con un incremento del 20% circa rispetto allo scorso anno, anche se le prospettive sono di ulteriore crescita, vista la quantità di vini certificati, sono più di 500. La stima arriva da un'indagine congiunta di Cna Turismo e Commercio e di Cna Agroalimentare diffusa Vinitaly, il salone dei vini e dei distillati che si è aperto ieri a Verona e che si concluderà mercoledì 17 aprile.


L’indagine

L’indagine di Cna effettuata prende in considerazione solo chi pernotta almeno una notte e non il turismo mordi e fuggi e mette in evidenza che per la maggioranza di enoturisti sono italiani (oltre i due terzi) il resto è straniero. Tra questi a dominare sono gli americani, seguiti da tedeschi, britannici, svizzeri, olandesi, austriaci. Sono in crescita anche quelli provenienti dai Paesi asiatici, da Oceania e America del Sud.


Il profilo dell’enoturista

Il turista enologico è soprattutto un vacanziere di fascia medio-alta che oltre alla spesa diretta per il viaggio acquista anche prodotti enogastronomici, oltre al vino, per sé e la propria famiglia, ma anche in regali e che nel periodo della vendemmia si dedica ad attività esperienziali in questo settore, magari partecipando attivamente alla raccolta delle uve e/o alla vendemmia stessa.


Tutto il settore in positivo

Non solo il turismo enologico fa registrare numeri record, ma secondo un report realizzato da Divinea mete in mostra l’aumento delle esperienze e degli eventi in cantina che sono diventate anche un polo di attrazione per i più giovani. Il 43,8% di chi ha prenotato un'esperienza in cantina lo scorso anno ha tra i 25 e i 34 anni. A seguire la fascia 35-44 con il 23,1% e 45-54 con il 15,3%. Anche il fatturato che nasce dai servizi enoturistici è cresciuto dell'11% grazie anche alle aziende che nel corso degli anni si sono attrezzate per accogliere i visitatori anche nel weekend. Ad esempio le aziende visitabili di sabato sono state il 30% in più nel 2023. La fascia oraria preferita per visitare ad esempio, la zona Docg del Prosecco, è quella delle 10 del mattino, quando si svolge oltre il 30% delle visite si svolge alle 10, mentre in Puglia oltre un terzo delle visite avviene attorno alle ore 16.


I cambiamenti climatici

A favorire il turismo enogastronomico sono anche i cambiamenti climatici che permettono la destagionalizzazione de questo fenomeno con un numero crescente di aziende che hanno sviluppato offerte stagionali mirate. Tra marzo, aprile, novembre e dicembre è stato registrato un aumento del 25% del totale delle visite, quattro punti percentuali in più rispetto all’anno prima, a dimostrazione che è in atto un cambiamento della stagionalità dell'enoturismo, che storicamente si è sempre concentrato tra i mesi di maggio e ottobre.



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