In vacanza o in ferie non ci è permesso tutto, riposiamoci senza esagerare e senza strafare in attività inutili

In vacanza o in ferie non ci è permesso tutto, riposiamoci senza esagerare e senza strafare in attività inutili

In vacanza o in ferie non ci è permesso tutto, riposiamoci senza esagerare e senza strafare in attività inutili


La vacanza è un momento di riposo, ma per qualcuno diventa un periodo in cui recuperare tutto ciò che non è stato fatto durante l’anno

Il termine ferie sul dizionario Treccani: “Periodo di riposo, di vacanza, festivo o no. Si tratta di un diritto irrinunciabile del lavoratore, previsto, contestualmente a quello del riposo settimanale, dalla Costituzione all’art. 36, co. 3, al fine di consentire il reintegro delle energie psicofisiche spese dal lavoratore stesso nel corso dell’attività lavorativa” indica un periodo di riposo. Spesso la parola ferie o vacanza significa fare ciò che non è stato accantonato durante l’anno per essere recuperato in questo periodo. È questo è un errore, dicono gli esperti, perché si rischia di vanificare la serenità e la tranquillità di queste giornate, tornando al lavoro si è più stanchi, fisicamente e mentalmente di prima.


Cosa non fare

Se la vita lavorativa ci porta a stare seduti dietro la scrivania, allora la cosa da evitare in vacanza, sottolineano gli esperti, è quella di fare sport come i professionisti, con sedute di allenamento intensivo, magari sotto il sole rischiando insolazioni e problemi fisici. Il sole poi, attira chi è patito della tintarella, chi passa la giornata intera al sole come le lucertole. Anche in questo caso, prendere il sole per tutto il giorno sulla spiaggia può essere controproducente per la pelle. Le scottature son in agguato. Ci sono sempre gli ombrelloni, ma anche all’ombra, l’attività preferita degli ultimi anni è quella dei social network.

Vita frenetica da social

Si scattano decine di inutili fotografie sperando di che facciano il pieno di like, si cercano pose assurde per selfie che dimostrano la nostra presenza in quella località, o per mettere in vista il corpo abbronzato, si risponde agli amici virtuali per ore e ore e si raccontano in tempo reale le vacanze, dimenticando che ogni tanto è bello e salutare staccare da tutto e da tutti. Può essere utile spegnere lo smartphone per qualche ora al giorno. È vacanza anche questa. Per il racconto delle vacanze ci sarà tempo al rientro, magri a cena “faccia a faccia” con gli amici.


Le norme igieniche sui cibi

Altro errore che spesso si commette in vacanza, magari all’estero è quello di mangiare cibi non cotti o bere acqua che non sia dalle bottiglie sigillate. Anche la frutta, così invitante in questo periodo dell’anno, e utile per reintegrare vitamine e sali minerali che si perdono con il caldo, è meglio sbucciarla. Particolare attenzione poi deve essere presa per il ghiaccio. È meglio evitare di utilizzarlo.


Il riposo

Imperativo dell’estate e della vacanza è il divertimento a tutti i costi, anche a discapito del sonno. Chi non ha mai aspettato l’alba ballando come un forsennato in discoteca, oppure ha passato la notte sveglio, in spiaggia, aspettando il sorgere del sole, per poi andare a caccia del panificio che sforna calde brioche prima di andare a dormire? Il nostro fisico ha bisogno di dormire e il riposo è solo quello notturno. Dormire di giorno non è la stessa cosa.


I tour de force alla scoperta del mondo

C’è chi la vacanza la passa interamente in spiaggia, chi invece, si concede una vista ai Paesi stranieri, ai borghi, o ai musei, ma il tempo non è mai abbastanza per scoprire il mondo e allora, ecco il la maratona per visitare una nazione o una regione senza tralasciare nulla. Anche questo può essere fonte di stress. La soluzione ideale sarebbe un mix tra cultura e spiaggia (sempre ammesso che il Paese che ci ospita ne abbia) alternando le esperienze, così da portare a casa un’idea completa del posto che ci ha ospitati.


I souvenir

La vacanza è anche caccia al souvenir. E c’è un ricordo che spesso porta alla tentazione: quello di sottrarre la sabbia della spiaggia o della caletta isolata, di prendere conchiglie, coralli o qualsiasi altra cosa che la natura ha posto in quel punto, perché lì deve restare. È una pratica proibita in diverse zone del mondo e l’appropriazione è spesso punita severamente dalla legge e la possibilità di farla franca in dogana è praticamente quasi nulla.



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