Iran, Trump promette aiuti e minaccia: "se impiccate, interveniamo". Oggi le prime esecuzioni dei manifestanti
Iran, Trump promette aiuti e minaccia: "se impiccate, interveniamo". Oggi le prime esecuzioni dei manifestanti
14 gennaio 2026, ore 10:30
La magistratura iraniana ha promesso processi rapidi per i sospettati e impiccagioni per i colpevoli. Altre vittime che si aggiungono a quelle stimate intorno alle 12 mila secondo un media iraniano. Trump promette un intervento americano
L’Iran International, giornale di opposizione, con sede a Londra, dà la sua versione sui numeri della repressione. Dopo un’analisi dei filmati che filtrano dalla repubblica teocratica e le testimonianze che arrivano grazie allo sblocco delle chiamate internazionali in uscita, secondo la rivista sono 12000 i morti, contro i 3000 dichiarati dal Governo. Comunque cifre folli. Nella maggior parte si tratterebbe di under 30, giovani e giovanissime vittime di un regime sanguinario, che avverte la sua fine e diventa ancora più crudele.
PROCESSI E CONDANNE RAPIDI
Ma la rivoluzione non si ferma. Migliaia, forse milioni in strada per dire no al Governo dei Mulah. Le guardie della rivoluzione sono spietate, sparano contro la folla, mirano agli occhi, al cuore o alle spalle, colpiscono per uccidere. Oppure catturano migliaia di manifestanti e li postano nei penitenziari, dai quali, probabilmente non usciranno mai. Proprio per questa mattina sono annunciate le condanne a morte di alcuni detenuti. Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei , ha promesso processi rapidi per i sospettati arrestati durante le proteste, ha affermato oggi la televisione di stato iraniana citata dai media internazionali. "Se qualcuno ha bruciato qualcuno, decapitato qualcuno e gli ha dato fuoco, allora dobbiamo agire rapidamente", ha dichiarato Gholamhossein Mohseni Ejei durante una visita a un carcere in cui sono detenuti i manifestanti. Le agenzie di stampa iraniane lo hanno anche citato, affermando che i processi dovrebbero essere tenuti "in pubblico".
L'AIUTO AMERICANO
Il presidente americano Trump ha promesso aiuto alla popolazione iraniana e a incitato i manifestanti a resistere. "Un'azione molto forte" verrà intrapresa se le autorità iraniane dovessero procedere con le minacciate impiccagioni di alcuni manifestanti. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump. Il presidente ha dichiarato in un'intervista alla Cbs News che gli Stati Uniti sarebbero intervenuti se l'Iran avesse iniziato a impiccare i manifestanti. "Se faranno una cosa del genere, prenderemo misure molto severe", ha affermato il presidente americano, che ha ripetutamente minacciato l'Iran di intervenire militarmente.
PER TEHERAN UN PRETESTO
Teheran ha definito gli avvertimenti americani un "pretesto per un intervento militare". I procuratori di Teheran hanno affermato che le autorità iraniane avrebbero presentato accuse capitali per "moharebeh", ovvero "aver mosso guerra a Dio", contro i sospettati arrestati durante le recenti manifestazioni. La missione iraniana all'Onu ha pubblicato una dichiarazione su X, giurando che Washington "fallirà di nuovo. Le fantasie e la politica degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran sono radicate nel cambio di regime, con sanzioni, minacce, disordini orchestrati e caos che servono come modus operandi per creare un pretesto per un intervento militare".



