Israele entra a Gaza City, i carri armati israeliani avanzano, esplosioni e civili in fuga

Israele entra a Gaza City, i carri armati israeliani avanzano, esplosioni e civili in fuga

Israele entra a Gaza City, i carri armati israeliani avanzano, esplosioni e civili in fuga Photo Credit: EPA/ATEF SAFADI


Le forze dell'IDF sono entrate a Gaza City intorno alle 23, attaccando con droni, missili ed forze aeree, tra cui elicotteri Apache. Secondo i media palestinesi, le esplosioni si sono sentite fino al centro d'Israele

ISRAELE ENTRA A GAZA CITY

Nelle ultime ore la situazione a Gaza City è precipitata, con scontri e bombardamenti che segnano una delle fasi più violente del conflitto in corso. Le fonti palestinesi descrivono l’ingresso dei carri armati israeliani nel cuore della città, supportati da massicci raid aerei, artiglieria e droni, in quella che viene considerata una delle più imponenti offensive militari nella Striscia settentrionale degli ultimi anni. La notte è stata segnata da una serie incessante di esplosioni: i media locali parlano di 37 attacchi in appena 20 minuti. Le immagini diffuse sui social mostrano il cielo della città illuminato da un bagliore arancione, mentre il frastuono delle detonazioni era percepibile fino al centro di Israele. Quartieri come Sheikh Radwan, Al-Karama, la zona costiera e Tel Al-Hawa risultano tra i più colpiti. In alcune aree sarebbero state impiegate anche armi automatizzate, ribattezzate “bombe robot”. La popolazione civile è in fuga: lunghe colonne di auto e mezzi di fortuna hanno invaso le strade, dirette verso est e sud, nel tentativo di mettersi al riparo. Testimonianze locali parlano di famiglie costrette a lasciare le proprie case in pochi minuti, mentre interi isolati vengono colpiti dal fuoco incrociato di artiglieria e aviazione. Una fonte della sicurezza israeliana, citata dai media nazionali, ha confermato la portata dell’attacco, parlando di un’offensiva condotta “con tutta la forza disponibile”. Parallelamente, a Gerusalemme, le famiglie degli ostaggi israeliani stanno manifestando davanti alla residenza del primo ministro Benjamin Netanyahu, chiedendo azioni immediate per il loro rilascio.

LA VICENDA DEGLI OSTAGGI, LE PAROLE DI TRUMP E NETANYAHU

La vicenda degli ostaggi si intreccia direttamente con l’attuale operazione militare. Secondo alcune notizie non confermate, Hamas avrebbe spostato parte dei prigionieri in superficie per usarli come scudi umani contro l’avanzata terrestre israeliana. La notizia ha suscitato dure reazioni a livello internazionale. Dagli Stati Uniti è intervenuto direttamente Donald Trump, che tramite la sua piattaforma Truth ha lanciato un monito: “Se Hamas utilizzerà gli ostaggi come scudi umani, si tratterà di un’atrocità senza precedenti. Devono essere liberati subito, altrimenti tutte le opzioni sono sul tavolo”. Poco dopo, Netanyahu ha ringraziato pubblicamente l’ex presidente americano per il suo sostegno, ribadendo che Israele non intende arretrare. “Il nostro obiettivo resta la distruzione di Hamas e la liberazione di ogni ostaggio”, ha scritto il premier israeliano.



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