L’aggressione di Trescore Balneario (Bg), l’insegnante ferita dimessa dall'ospedale, in una lettera la sua esperienza
L’aggressione di Trescore Balneario (Bg), l’insegnante ferita dimessa dall'ospedale, in una lettera la sua esperienza Photo Credit: ANSA/FACEBOOK/CHIARA MOCCHI
30 marzo 2026, ore 17:30
Salvata dal coraggio di un mio studente, a bordo dell’elisoccorso ho sentito il medico dire “la stiamo perdendo”
E' stata dimessa questa mattina dall'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo Chiara Mocchi, la professoressa di francese accoltellata mercoledì scorso da uno studente di 13 anni a Trescore Balneario. oggi è stata diffusa una lettera aperta in cui spiega che la sua salvezza è stata grazie ad un altro studente stessa età che alle urla dell’insegnante si è precipitato a sua difesa. Drammatico il racconto di quanto accaduto. La prof dice di essersi trovata davanti un alunno tredicenne, descritto come “confuso, trascinato e indottrinato dai social” aggiungendo di essere stata colpita all'improvviso, ripetutamente al collo e al torace con un pugnale. Solo il coraggio immenso di un altro mio alunno ha evitato il peggio”. Poi ricorda dell’arrivo dell’eliambulanza, di essere stata ricaricata e di aver visto, al momento del decollo “dall'alto le finestre della mia scuola: prima vuote, poi improvvisamente riempirsi dei volti dei miei amati ragazzi. Mi salutavano agitando le mani con disperazione, le lacrime agli occhi. Era come se volessero trattenermi ancora un po' con loro".
La stiamo perdendo
Chiara Mocchi ha raccontato anche quegli istanti in cui i sanitari sull’eliambulanza temevano il peggio. “Abbiamo pochi secondi, la stiamo perdendo, ora o mai più”, scrive nella lettera diffusa dal suo avvocato “Poi la luce nei miei occhi si è spenta e ho sentito di sprofondare nel buio più profondo. E proprio lì, in quel buio, ho percepito la vita tornare indietro. Come se stesse rientrando lentamente nel mio corpo, attraverso le vene. Una voce maschile scandiva: Ancora una sacca… presto, ancora una!' Era il sangue donato, quello che ricominciava a circolare nel mio cuore che riprendeva il suo ritmo". Le ferite provocate dal 13enne hanno provocato all’insegnate una potentissima emorragia. Ha perso quasi un litro e mezzo di sangue perso in poco tempo. Un fendente arrivato a mezzo millimetro dall'aorta. Scrive ancora Chiara Mocchi: “Un foulard premuto sul collo, le mani tremanti di chi mi soccorreva, e quel torpore che avanzava rapido mentre la luce intorno a me diventava ombra, e l'ombra diventava addio”. La prof, infine, ha ringraziato i donatori di sangue dell'Avis che le hanno salvato la vita. "Devo la vita ad esseri umani che non dimenticherò mai. Ci sono migliaia di persone anonime che offrono una parte di sé senza voler nulla in cambio. Gesti che sembrano piccoli, ma che diventano enormi quando salvano una vita. È lo stesso spirito con cui mio padre fondò l'Avis-Aido della Media Val Cavallina, con quel motto che da sempre custodisco nel cuore: Una goccia di sangue può salvare una vita. Forse mio padre non immaginava che un giorno quella vita sarebbe stata proprio quella di sua figlia". La sua speranza è che chi legge la sua lettera "trovi il coraggio e la volontà di diventare donatore".
Valditara, le aggressioni agli insegnanti sono in calo
Intervenendo ad un convegno a Palazzo Pirelli a Milano, il Ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, ha detto che "Certamente c'è senso di timore ma voglio però sottolineare che i dati, nonostante queste testimonianze tragiche, sono incoraggianti". Il ministro ha aggiunto che: “Nell'anno scolastico 2023-2024 le aggressioni sono state 53 nei primi sette mesi, nel 24-25 sono state 41 sempre nei primi sette mesi e quest'anno sono state 30. Quindi c'è un trend discendente e questo è positivo”. Valditara chiede il coinvolgimento delle famiglie per ricostruire un patto scuola-famiglia e che qualcosa si sta muovendo: “Ricordo il divieto del cellulare in classe che molti all'inizio hanno criticato, ora lo stanno facendo tutti” aggiungendo “Abbiamo avviato nelle nuove linee guida sull'educazione civica l'educazione all'uso corretto del cellulare, dei social, delle nuove tecnologie, dell'intelligenza artificiale, con l'indicazione anche dei rischi che comportano, e questi corsi sono partiti”. Per la prima volta, educare al rispetto, educare alle relazioni, educare all'empatia sono stati inseriti sia nelle nuove linee guida sull'educazione civica, sia nei nuovi programmi scolastici” - ha concluso il Ministro dell’Istruzione.



