La distruzione della natura, tra le cause principali delle pandemie, ma i leader mondiali fingono di ignorare il problema

06 giugno 2021, ore 19:00

Porre fine alla distruzione della natura per fermare le epidemie alla fonte è il mezzo più efficace ed economico che rimediare dopo; lo affermano gli scienziati, ma i leader mondiali ignorano il problema

Una delle cause principali delle pandemie è legata distruzione della natura, è quanto affermano gli scienziati che studiano questo problema. Ma l’attenzione verso la salvaguardia del pianeta viene sistematicamente ignorata dai leader mondiali nel mettere in campo risposte adeguate ad eventuali future epidemie. Questo, secondo il mondo scientifico è il mezzo più economico, rispetto a quello dell’intervento postumo per fermare la diffusione di una malattia causata da un virus che dal mondo animale passa all’essere umano.


Le cause

Tra le cause finite nel mirino degli scienziati l’eccessivo abbattimento delle foreste e la caccia alla fauna selvatica. Due elementi che portano sempre di più ad un contatto ravvicinato tra microbi ospitati dagli animali ed uomo. Secondo una ricerca, il 70% delle nuove malattie infettive provengono da animali, tra cui Covid-19, Sars, influenza aviaria, Ebola e HIV.


Un fattore ignorato

Basterebbe solo la prevenzione, ma questo tema, sempre secondo gli scienziati, è scarsamente preso in considerazione dai leader mondiali. Il tema, accusa il mondo scientifico, è stato letteralmente ignorato dall'Assemblea mondiale della sanità e da un recente rapporto dell'Organizzazione mondiale della sanità sulla pandemia di coronavirus. Ma c’è di più. Secondo una ricerca, il costo annuale della prevenzione di future pandemie si avvicina ai 26 miliardi di dollari e solo il 2% del danno finanziario è causato dal Covid-19. Cosa si dovrebbe fare, secondo gli esperti per evitare, o perlomeno contenere le eventuali future pandemie? Le misure includerebbero principalmente la protezione delle foreste, poi la chiusura del commercio rischioso della fauna selvatica, ma anche una migliore protezione degli animali da allevamento dalle infezioni e il rilevamento rapido delle malattie nei mercati della fauna selvatica.


Una task force al lavoro

Un gruppo di esperti provenienti dal tutto il mondo sta lavorando su nuove misure per prevenire future epidemie a contatto con l'Università di Harvard negli Stati Uniti. Entro la fine dell'estate, presenterà un piano d'azione sulla prevenzione delle ricadute. "Il Covid-19 è stato un avvertimento da parte dell'intera natura per la nostra specie”, ha affermato Aaron Bernstein, medico del Center for Climate, Health and the Global Environment di Harvard che guida la task force. “Ma finora i leader mondiali sono lontani dall'agire, parlano di azioni per cercare di prevenire le pandemie, ma l'idea stessa di prevenire le loro cause alla radice è a solo accennata, ma non discussa”, ha dichiarato, continuando sottolineando che “L'attuale narrativa è fortemente orientata alla preparazione, al contenimento e alle vaccinazioni del sistema sanitario” e che “Questo presuppone che il meglio che possiamo fare è impedire che una malattia si diffonda una volta che emerge. abbiamo imparato che la nostra salvezza costa poco. I costi delle azioni di prevenzione sono una frazione del costo della gestione di una pandemia una volta che si manifesta”. Un rapporto indipendente dell'OMS sulla pandemia di Covid-19, pubblicato lo scorso 12 maggio, ha concluso che si trattava di un disastro prevenibile che non sarebbe costato milioni di vite se il mondo avesse reagito più rapidamente. Sempre nel mese di maggio è stato lanciato un gruppo di esperti di alto livello “one health” con lo scopo di trovare soluzione adeguate per chi dovrà poi prendere decisioni per evitare in futuro quanto sta accadendo oggi. Il concetto di salute unica mira a migliorare la salute riconoscendo le connessioni tra persone, animali, piante e il loro ambiente condiviso.


La distruzione della natura, tra le cause principali delle pandemie, ma i leader mondiali fingono di ignorare il problema
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