La giungla dei costi di accertamento e notifica delle multe, l’Antitrust in Parlamento, spesso gli enti locali ne abusano

06 giugno 2022, ore 08:00

Gli enti locali spesso non rendicontano le multe, come chiede la legge, ma commettono irregolarità anche nell’attività di accertamento, lo mette in evidenza l’Antitrust nell’audizione in Parlamento

Gli enti locali non solo non rendicontano le multe al Mims, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, si parla di 3 miliardi l'anno, come prescrive la legge pena decurtazione del 90% dei trasferimenti, ma anche nell'attività di accertamento si riscontrano diverse irregolarità. E le spese le paga il cittadino. La situazione è stata evidenziata in una recente audizione dell'Antitrust in Commissione parlamentare di inchiesta sulla tutela dei diritti di utenti e consumatori e sulla quale il presidente della Commissione, Simone Baldelli e il Codacons chiedono che sia fatta chiarezza in maniera definitiva.


Cosa segnala l’Antitrust

“Sulle spese di accertamento delle multe stradali non esistono attualmente criteri oggettivi di quantificazione fissati dal legislatore e ogni ente locale agisce secondo la sua piena discrezionalità, spesso perpetrando evidenti abusi”, segnala l'Antitrust evidenziando che questi costi imposti dai comuni ai cittadini possono raggiungere anche i 15 euro a sanzione, sono molto variabili. Una vera e propria giungla lasciata alla discrezionalità dei singoli enti.


Cosa dice la delibera

Sulla base di quanto disposto dall'Agcom (delibera n. 469/19/Cons) la tariffa che comprende le spese di notifica degli atti giudiziari via posta è fissata in modo forfettario in 9,50 euro. L'articolo 201 comma 4 del Codice della Strada dispone che “le spese di accertamento e di notificazione sono poste a carico di chi è tenuto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria”. L’Antitrust ha analizzato alcune delibere di giunta comunale, accertando nella parte dedicata alla determinazione delle spese di accertamento, vengono incluse svariate e diverse voci quali: costi di stampa, costi per l’invio della multa, costi di acquisto e manutenzione dei palmari per la rilevazione delle infrazioni, manutenzione delle apparecchiature e del software di gestione del servizio, moduli autoimbustanti, redazione delle distinte delle raccomandate, visure alle banche dati della Motorizzazione Civile ecc. L'ammontare delle sole spese di accertamento che si aggiungono alle spese di notifica (9,50 euro), varia da un minimo di 2,50 euro a un massimo di 10 euro. "La discrezionale definizione di queste spese, a livelli talvolta elevati, si traduce in uno sfruttamento della posizione di debolezza del consumatore/cittadino, che è costretto a pagarle, come prevede la legge, senza possibilità di contestarle.


Le tabelle

L’Autorità, ha fornito delle tabelle da cui emerge come alcuni comuni, oltre alle spese previste di accertamento, inseriscano ad esempio la voce “Visure Aci”, il cui costo varia, a seconda dell'amministrazione locale, da un minimo di 0,80 euro a un massimo di 1,83 euro, con una differenza del 128%. La spesa per "modulistica, stampanti, cartucce, manutenzioni apparecchi" passa da un minimo di 2,50 euro ad un massimo di 9,30 euro, con una differenza del 272% tra un comune e l'altro. Ma non è l’unica anomalia. Infatti, l'Antitrust ha poi rilevato un'altra anomalia: quando la notifica delle multe stradali avviene via Pec, e quindi si azzerano le “Spese di notifica” fisse da 9,50 euro a carico dei cittadini, alcuni comuni aumentano in modo considerevole i costi di accertamento, che possono raggiungere i 15 euro a sanzione.


La giungla dei costi di accertamento e notifica delle multe, l’Antitrust in Parlamento, spesso gli enti locali ne abusano
Tags: Antitrust, multe

Share this story: