La morte di Martina Rossi, secondo la Cassazione fu causata dal tentativo di violenza, confermata la condanna

La morte di Martina Rossi, secondo la Cassazione fu causata dal tentativo di violenza, confermata la condanna

La morte di Martina Rossi, secondo la Cassazione fu causata dal tentativo di violenza, confermata la condanna


Il fatto avvenne nell'agosto del 2011. a Palma de Mallorca, la ragazza cadde nel vuoto dal balcone dell'albergo dove alloggiava, i due erano stati assolti in appello nel 2020


Confermate dalla Cassazione le due condanne a 3 anni per Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, i due aretini condannati per tentata violenza sessuale di gruppo in relazione alla morte di Martina Rossi, la studentessa ventenne genovese deceduta il 3 agosto 2011 precipitando dalla terrazza del sesto piano dell'hotel 'Santa Ana' a Palma di Maiorca mentre, secondo l'accusa, cercava di fuggire da un tentativo di stupro. E la decisione dei giudici della Quarta sezione penale della Corte di Cassazione che hanno dichiarato inammissibili i ricorsi dei due imputati. La sentenza è arrivata dopo quasi due ore di camera di consiglio.


I DUE ERANO STATI ASSOLTI NEL 2020

I supremi giudici hanno confermato la sentenza del processo di appello bis di Firenze dello scorso 28 aprile come chiesto dal sostituto procuratore generale Elisabetta Ceniccola nel corso della sua requisitoria in udienza. In primo grado davanti al Tribunale di Arezzo il 14 dicembre 2018 Vanneschi e l'amico Albertoni vennero condannati a 6 anni di reclusione per tentato stupro e morte in conseguenza di altro reato. Il 9 giugno 2020 la Corte d'appello di Firenze li aveva poi assolti "perché il fatto non sussiste". La Cassazione però il 21 gennaio scorso ha annullato la sentenza Di assoluzione disponendo un nuovo processo per i due imputati. L'appello bis a Firenze lo scorso 28 aprile si è concluso con la condanna a 3 anni di Vanneschi e Albertoni per tentata violenza sessuale di gruppo, essendosi prescritto l'altro reato. Per i giudici della Corte d'appello di Firenze, come si legge nelle motivazioni del processo bis, appare "provato al di là di ogni ragionevole dubbio che Martina Rossi, la mattina del 3 agosto 2011, precipitò dal terrazzo della camera 609 dell'albergo dove alloggiava, nel tentativo di sottrarsi a una aggressione sessuale perpetrata a suo danno dagli imputati".


I PRIMI COMMENTI DELLA FAMIGLIA

"Non ci deve essere piu' nessuno che possa permettere di far del male a una donna e passarla liscia. Ora posso dire a Martina che il suo papa' e' triste perche' lei non c'e' piu', ma anche soddisfatto perche' il nostro paese e' riuscito a fare giustizia". Lo ha detto Bruno Rossi, dopo la sentenza per la morte della figlia Martina.


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