Letteratura: morto lo storico Alberto Asor Rosa, intellettuale di sinistra, saggista e critico tra i più noti

Letteratura: morto lo storico Alberto Asor Rosa, intellettuale di sinistra, saggista e critico tra i più noti

Letteratura: morto lo storico Alberto Asor Rosa, intellettuale di sinistra, saggista e critico tra i più noti Photo Credit: agenziafotogramma.it


Asor Rosa era stato anima e guida del progetto editoriale sulla Letteratura Italiana dal 1982 al 2000 della casa editrice Einaiudi; aveva quasi 90 anni

Nato a Roma nel 1933, Alberto Asor Rosa aveva incarnato la sintesi perfetta dell'intellettuale engagé, impegnato cioè, che declinava l'impegno civile nella professione intellettuale. Era infatti storico della Letteratura Italiana e nello stesso tempo era stato esponente del Partito Comunista Italiano con i cui vertici spesso aveva dissentito e da cui era uscito tante volte sbattendo la porta. Il suo tratto era quello dell'uomo battagliero, del cultore sensibile ma non ossequioso della materia letteraria. Le sue condizioni di salute si sono aggravate nel fine settimana, doveva essee dimesso dalla clinica in cui era stato ricoverato. Poi un improvviso arresto cardiacoha fatto precipitare le cose, ha raccontato la figlia Angela. Negli ultimi due anni la sua salute era stata traballante per problemi cardiaci e polmonari.

Studioso di fama e impegnato

Era nato a Roma il 23 settembre 1933, per diplomarsi al Liceo Classico Augusto di Roma, si e' poi laureato alla Sapienza, relatore Natalino Sapegno. Baffoni spioventi e la chioma fluente, quasi a sottolineare il carattere ribelle. Ma soprattutto studioso di fama, docente di storia della letteratura alla Sapienza, intellettuale di formazione marxista da sempre impegnato nella dialettica tra cultura e potere e nell'analisi della realta' sociale. Studioso in particolare della letteratura italiana moderna e del periodo barocco, ha ideato e diretto la monumentale Storia della letteratura Einaudi, e tante monografie e corsi universitari affollatissimi dedicati ai grandi protagonisti della letteratura italiana. Per lui il classico di una vita era l'Orlando furioso di Ludovico Ariosto: ''L'eta' giusta per leggere l'Orlando Furioso intensamente e non distaccarsene piu' - diceva - e' fra i 30 e i 40 anni, quando uno e', ancora abbastanza giovane per ricordarsi che la realta' quotidiana non e' tutto e gia' abbastanza maturo per capire che oltre il visibile esistono mondi che non vale la pena perdere".

Saggista e critico della letteratura bocciò Pasolini

L'esordio di Asor Rosa come studioso avvenne con ''Scrittori e popolo'' del '65, polemica disanima della letteratura italiana impegnata tra Otto e Novecento, scoprendone l'ottica populista e aprendo un dibattito sul rapporto intellettuali e proletariato che ebbe molta risonanza. Tra l'altro, Asor Rosa bocciò anche il "Ragazzi di vita" di Pier Paolo Pasolini. Stesso taglio ideologico ebbe il suo successivo studio su ''Thomas Mann o dell'ambiguita' borghese'' del '71, anche se con un maggiore impegno storicistico. Negli anni 70 ha successo, ma fa discutere per le scelte e il taglio, una sua ''Storia della letteratura italiana'' per le scuole superiori. Ha diretto la grande impresa della "Letteratura italiana Einaudi", apparsa fra il 1982 e il 2000 in 16 volumi, e poi la "Storia europea della letteratura italiana" (Einaudi, nel 2009, tre volumi), segnando per la prima volta il carattere compiutamente europeo della nostra letteratura. Asor Rosa ha chiuso il cerchio con la "Breve storia della letteratura italiana" (Einaudi, 2013, due volumi), fornendo al lettore un quadro al tempo stesso sintetico ed esaustivo della nostra fenomenologia letteraria.

Asor Rosa politico

È stato deputato del Pci nel 1979-80: negli anni il suo impegno politico non è stato sempre univoco. Lasciò il Pci nel 1956, come molti altri intellettuali che reagirono inorriditi alla tragedia ungherese, e vi rientrò solo nel '72: lavoro' alla sua trasformazione ed è stato più volte parlamentare,  e poi, dopo la caduta del Muro, membro della direzione del Pds e direttore della nuova edizione della rivista togliattiana 'Rinascita', che rinnovò profondamente.

Celebre il suo cognome palindromo

Alberto Asor Rosa era l'unico intellettuale a poter vantare un cognome palindromo che si legge da sinistra a destra e viceversa. Durante il movimento cosiddetto creativo del Settantasette sui muri dell'Università La Sapienza a Roma comparve la scritta "Asor Rosa, sei palindromo".L'annotazione appariva stravagante, ma cosa potesse voler dire lo spiegò (da destra) con malignità il giornalista Indro Montanelli, sempre nel 1977: "Asor Rosa  è un palindromo. Lo si può leggere da sinistra o da destra, e vuol dire la stessa cosa, cioè niente"Alla Sapienza ha insegnato a lungo, dal 1972, dirigendovi anche  il Dipartimento di Studi filologici, linguistici e letterari. E qui sarà allestita la camera ardente domani, nell'Aula Magna del Rettorato, dalle 9 alle 12. Di seguito, poi la cerimonia laica di saluto. 


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