Meno consumi, mano a risparmi, cambiano le abitudini dei consumatori. Lo studio della Bce sugli effetti del caro prezzi sulle famiglie

Meno consumi, mano a risparmi, cambiano le abitudini dei consumatori. Lo studio della Bce sugli effetti del caro prezzi sulle famiglie

Meno consumi, mano a risparmi, cambiano le abitudini dei consumatori. Lo studio della Bce sugli effetti del caro prezzi sulle famiglie Photo Credit: Fotogramma.it


Contro il caro-vita giù i consumi delle famiglie nell'area Euro. Il rapporto della Banca Centrale Europea certifica anche un aumento della spesa sui viaggi e le attività di ricreazione in generale. Spinta dai nuclei ad alto reddito che, dopo le restrizioni della pandemia, hanno recuperato

Consumi ridotti, risparmi intaccati, straordinari, lavoretti extra: dopo i tanti shock subiti, dalla pandemia alle guerre, la vita delle famiglie europee è una corsa a ostacoli verso una normalità che ormai non c'è più. Lo dimostrano i prezzi schizzati alle stelle che hanno cambiato profondamente le vite e le abitudini, costringendo l'economia europea ad adattarsi al nuovo corso. In uno studio aggiornato al gennaio scorso, la Banca centrale europea ha utilizzato i dati delle sue indagini sui consumatori dell'Eurozona per capire quali strade le famiglie hanno scelto per resistere al carovita.

CONSUMATORI, TRA RISPARMI ED ENTRATE EXTRA

La maggior parte, cioè il 69%, ha modificato i consumi, il 43% ha usato i risparmi, il 31% ha cercato di far salire le entrate. Tra chi ha agito solo sui propri consumi, il 50% ha cercato di trovare prezzi più vantaggiosi altrove, il 33% ha abbassato la qualità dei propri acquisti per spendere meno, il 28% ha ridotto le quantità. Nella minoranza di chi ha cercato di aumentare le entrate, il 15% ha negoziato un aumento di stipendio, mentre il 17% ha fatto gli straordinari o ha preso un lavoretto extra. Lo studio ha anche registrato un calo dei risparmi negli ultimi due anni, determinato non dall'aumento della spesa sui beni di prima necessità ma da quella sui viaggi e le attività di ricreazione in generale. Un apparente paradosso, che però ha una spiegazione statistica. Accade perché, spiega la Bce, è aumentata maggiormente la spesa dei nuclei ad alto reddito che, dopo le restrizioni della pandemia, hanno recuperato su viaggi e attività di piacere. Mentre la spesa dei nuclei a basso reddito, concentrata sui beni di prima necessità, si è mossa di meno. In particolare, quindi, si è registrata una forte espansione dei servizi per il tempo libero, come ristoranti, attività ricreative e viaggi, schizzati dal 7,4% nel 2021 al 12,9% nel 2023. 

IL PANIERE E IL CARRELLO DELLA SPESA

La composizione del paniere delle famiglie è cambiata in base alle categorie di prodotti che hanno subito i rincari maggiori. Rispetto al 2021, nel 2023 il consumo di beni quali cibo e attrezzature ha subito un sostanziale aggiustamento al ribasso (circa -1%) in risposta ai maggiori aumenti dei prezzi. Tuttavia, sottolinea la Bce, non solo l'inflazione ma anche altri shock hanno influenzato il comportamento di consumo delle famiglie. Ad esempio, il calo maggiore lo hanno subito i trasporti (compresi gli acquisti di veicoli), scesi nel 2023 quasi del -4% rispetto al 2021, a causa dei problemi sulla fornitura di semiconduttori nati proprio dalle difficoltà logistiche della pandemia. Per abbigliamento e salute i consumi non sono scesi di molto, e sono rimasti praticamente stabili quelli dei prodotti di lusso.


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