Napoli: suicida in ospedale l'uomo che accoltellò una donna su di un autobus di linea al Vomero Photo Credit: Ansa/Jessica Pasqualon / Z24
10 marzo 2026, ore 14:30
Aveva rischiato il linciaggio, Antonio Meglio 39 anni, era in cura da tempo in una struttura psichiatrica, ,sosteneva di aver subìto una truffa amorosa
Soffriva di problemi psicologici il 39nne Antonio Meglio, che si è suicidato ieri all’ospedale San Giovani Bosco di Napoli. La sera del 5 marzo aveva accoltellato, a bordo di un bus una penalista di 32 anni, colpendola anche al volto. I due, secondo le prime indagini, non conoscevano, qualcosa è scattato nell’animo dell’uomo che era laureato in giurisprudenza e apparteneva a una famiglia per bene. Era in cura da tempo in un centro privato psichiatrico.
Si è tolto la vita nel reparto psichiatrico dell'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Da due giorni era ricoverato e piantonato in seguito all'arresto in flagranza - convalidato dal gip del tribunale di Napoli - per la violenta aggressione a coltellate consumata a bordo di un autobus di linea in transito al Vomero.Ieri sera, il suo avvocato Gianluca Sperandeo è stato avvisato del suicidio del 39enne, il quale è riuscito a togliersi la vita nonostante fosse sotto controllo dai sanitari e anche dalle forze dell'ordine. Già dopo il suo arresto, aveva tentato due volte gesti di autolesionismo e il personale del carcere di Poggioreale avevano spinto i medici a trasferirlo al pronto soccorso dell'ospedale del Mare, da dove è stato poi ricoverato al San Giovanni Bosco nel reparto specializzato.
Ossessionato da una vicenda amorosa
L'uomo aveva raccontato di essere stato vittima di un tentativo di truffa amorosa e non si esclude che avesse anche subito qualche minaccia: di un ricatto, forse per quel motivo girava armato quella sera. Per documentare ciò che aveva subito, il 39enne aveva raccolto delle prove in una pen-drive e, secondo quanto si apprende, aveva anche tentato di presentare una denuncia, ma non l’aveva fatto.Dopo il suicidio, la Procura di Napoli ha disposto il sequestro della salma che resta a disposizione per le ulteriori indagini.
Al terzo tentativo è riuscito ad uccidersi
Con la pen-drive ha cercato di tagliarsi i polsi: la memoria è stata sequestrata, in quella circostanza. Non solo. In più di un'occasione ha battuto la testa con violenza contro il muro, provocandosi delle ferite. Alle 23 poi il suicidio: la salma è stata messa sotto sequestro dalla magistratura che ora avvierà verosimilmente anche delle indagini per fare piena luce su questa vicenda drammatica. Ieri il gip ha convalidato il provvedimento di fermo e disposto il carcere. Il suo avvocato aveva invece chiesto che fosse ricoverato in una struttura sanitaria adeguata alle sue necessità.



