Parma, furto artistico milionario: rubate tre opere di Matisse, Renoir e Cézanne
29 marzo 2026, ore 19:31
Il furto è avvenuto alla fondazione Magnani-Rocca. L'azione, ha spiegato la stessa Fondazione, è durata meno di tre minuti
Un furto milionario ha scosso il mondo dell’arte italiana: nei giorni scorsi, dalla collezione della Fondazione Magnani-Rocca, a Mamiano di Traversetolo nel Parmense, sono state rubate opere per un valore di diversi milioni di euro. In un primo momento si era parlato soltanto di un dipinto di Renoir, ma le verifiche successive hanno rivelato un bottino ben più consistente: tra le opere rubate figurano infatti anche un Cézanne e un Matisse. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i ladri sarebbero entrati in azione nella notte tra il 22 e il 23 marzo, forzando uno degli accessi della Villa Magnani. Subito dopo il furto sono stati acquisiti i filmati delle telecamere di sorveglianza, mentre le indagini proseguono per identificare i responsabili.
I QUADRI RUBATI
I dipinti trafugati sono “Les Poissons” di Renoir (1917), “Natura morta con ciliegie” di Cézanne (1890) e “Odalisca sulla terrazza” di Matisse (1922), tre opere di altissimo valore storico e artistico. La Fondazione Magnani-Rocca rappresenta una delle istituzioni culturali più rilevanti del Paese. La cosiddetta “Villa dei Capolavori” custodisce infatti la raccolta d’arte di Luigi Magnani (1906-1984), critico, musicologo e scrittore, che nel corso della sua vita riunì opere di maestri come Tiziano, Dürer, Rubens, Goya, Canova, Monet, Renoir, Cézanne e Burri, oltre a una delle più importanti collezioni dedicate a Giorgio Morandi.
LA FONDAZIONE
Fondata nel 1977 per promuovere iniziative legate all’arte, alla musica e alla letteratura, anche in memoria dei genitori del collezionista, la fondazione ottenne il riconoscimento ufficiale nel 1978 con decreto del Presidente della Repubblica. Già nei primi anni Ottanta Magnani aveva iniziato a rendere accessibile parte della sua raccolta, esponendola negli spazi della villa in cui visse fino alla sua scomparsa. Immersa in un ampio parco, la dimora conserva ancora oggi l’atmosfera raffinata di una residenza storica, con arredi in stile neoclassico e Impero. Il giardino romantico che la circonda ospita piante esotiche, alberi secolari e i caratteristici pavoni bianchi e variopinti, simbolo di un’estetica cara al movimento simbolista. Proprio al Simbolismo è dedicata la mostra attualmente in corso, “Il Simbolismo in Italia. Origini e sviluppi di una nuova estetica 1883-1915”, che raccoglie oltre 140 opere e resterà aperta al pubblico fino al 28 giugno.



