Prada dice addio alle pellicce, moda diventa ecosostenibile

 22 maggio 2019

Secondo ricerca McKinsey gli acquisti ecosostenibili raddoppieranno in cinque anni

Dalle collezioni donna della primavera/estate 2020 il gruppo italiano del lusso quotato ad Hong Kong non userà più pellicce animali per realizzare nuovi prodotti. La decisione era nell'aria ed è stata annunciata con la Fur Free Alliance. Per la mente creativa Miuccia Prada si tratta di un traguardo importante per un'azienda che ha innovazione e responsabilità sociale i suoi valori fondanti. "La ricerca e lo sviluppo di materiali alternativi - ha spiegato - consentirà all'azienda di esplorare nuove frontiere della creatività e di rispondere, allo stesso tempo, alla domanda di prodotti più responsabili". Prada eè solo l'ultima delle aziende del lusso a dire addio alle pellicce, in un settore sempre più attento ai temi della sostenibilità, anche per il ritorno mediatico connesso. Un'attenzione etica che ha però anche un indubbio interesse economico visto che - stando ad una ricerca presentata nel marzo da McKinsey e Camera della Moda - nei prossimi cinque anni i responsabili degli acquisti dei maggiori department store del mondo raddoppieranno gli acquisti di prodotti sostenibili, passando dal 23% al 42%, visto che 7 clienti su 10 sono disponibili a spendere fino al 10% in più per un prodotto che rispetti diritti dei lavoratori e ambiente. Tra le Maison più blasonate che già hanno detto stop alle pellicce ci sono Giorgio Armani, Versace, Burberry, Michael Kors, Ralph Lauren e Gucci, fino alle paladine del Fur-free Stella McCartney e Vivienne Westwood. Miuccia Prada a settembre dell'anno scorso, alla presentazione della collezione primavera-estate 2019, aveva annunciato che la svolta era vicina: "Io le pellicce non voglio più farle - aveva detto la stilista - ma non amo gli annunci, dirò che non le faccio più quando sarà cosa fatta e finita".  
Prada dice addio alle pellicce, moda diventa ecosostenibile

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