Resti di un bimbo di 3-4 sono stati trovati sulla collina di Caronia, sarebbero di Gioele, si attende l'esame del Dna

Resti di un bimbo di 3-4 sono stati trovati sulla collina di Caronia, sarebbero di Gioele, si attende l'esame del Dna

Resti di un bimbo di 3-4 sono stati trovati sulla collina di Caronia, sarebbero di Gioele, si attende l'esame del Dna


La scoperta durante una battuta di volontari, un carabiniere in congedo, armato di falcetto ha notato i resti

Sedici giorni dopo la scomparsa, anche i resti di Gioele, almeno attribuibili al 99% al bimbo di quattro anni, sono stati ritrovati. Quelli della madre erano stati rinvenuti l'otto di Agosto. Una maglietta sbrindellata mostrata al padre, alla zia e al nonno, utile per il riconoscimento.

Il giallo ancora irrisolto 

Sembravano spariti nel nulla madre e figlio , in quella mattina del 3 agosto, dopo un incidente avvenuto sulla carreggiata dell'autostrada Messina - Palermo, e dopo un vuoto di 20 minuti tra l'uscita del casello ed il rientro, a Sant'Agata di Militello. La dj torinese, Viviana Parisi, 43 anni, si era allontanata da Venetico, provincia di Messina, dicendo di andare a comprare della scarpe per il piccolo Gioele. In quei 20 minuti può essere successo di tutto, gli inquirenti vi hanno lavorato molto, come poi nelle ricostruzioni di quanto è accaduto, è importante il ritrovamento dei resti della Parisi vicino ad un traliccio. Particolare rilevante, una scarpa della Parisi è stata trovata nell'area del traliccio,come se la donna vi fosse salita. Il tratto da Venetico sino a Sant'Agata di Militello è lungo, sono quasi 90 kilometri. Un po' troppo per comprare un paio di scarpe. Dopo le dichiarazioni dei testimoni che hanno visto Gioele vivo allontanarsi in braccio alla mamma, le attività si erano concentrate verso la montagna, in un area sempre più vasta. I testimoni hanno anche detto che la donna sembrava molto agitata. Per chiarire il giallo ci sarà bisogno ancora di tempo. Ma le ipotesi possono ritenersi ristrette, la più probabile torna ad essere quella di un omicidio-suicidio.

La storia di Viviana Parisi

L'avvocato Claudio Mondello cugino del papà di Gioele, ha rivelato che Viviana Parisi soffriva di manie di persecuzione, che di recente aveva mostrato paura di vedersi portare via il figlio, e che attraversava momenti di scarsa lucidità, con deliri mistici. Durante il picco del lockdown era stata portata in ospedale per controlli medici. Non c'è una diagnosi certa, ma è possibile, sostiene l'avvocato, che fosse bipolare. Daniele Mondello aveva più volte ripetuto che Viviana amava troppo il piccolo Gioele, che non l'avrebbe mai ucciso.

I cani o i cinghiali hanno deturpato i corpi, ma non avrebbero causato la morte di Viviana e Gioele

L'autopsia già compiuta sul corpo di Viviana Parisi non ha chiarito la cause della morte, forse causata da un volo dal traliccio. Le parti del corpicino di Gioele , divise in più parti, sarebbero state martoriati da animali selvatici successivamente alla morte. Questa ricostruzione ha però bisogno di analisi, di test. Per il momento il procuratore di Patti Angelo Cavallo ha ordinato il test del Dna sui resti, e fatto poche dichiarazioni, escludendo comunque che le morti di Viviana e Gioele siano avvenute per cause maturate in ambito familiare. 

Un carabiniere in congedo, con un falcetto, ha notato i resti 

Giuseppe Di Bello, 55 anni, ex carabiniere in congedo, facendosi strada con un falcetto tra la vegetazione ha trovato quel che resta di Gioele. "Ho cercato dove gli altri non sono andati e l'ho trovato. Trovarlo è stato un dono di Dio. Il povero corpicino era martoriato, straziato dagli animali" ha detto. Di Bello è originario di Capo d'Orlando, con altri volontari, autorizzati dalla procura, aveva risposto all'appello della famiglia di Gioele, aiutando nelle ricerche.​ 



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