Sabato prossimo riaprirà al pubblico, parzialmente, il Battistero di Firenze. Il restauro totale terminerà entro fine anno

01 luglio 2021, ore 17:29

I lavori sulle pareti interne, diretti e finanziati dall'Opera di Santa Maria del Fiore, costati due milioni di euro, hanno fatto scoprire tracce di foglie d'oro sui capitelli

Ormai manca davvero poco. È imminente, infatti, la riapertura al pubblico, il 3 luglio, del Battistero di Firenze dopo il restauro di quattro delle otto pareti interne, in marmo bianco e verde, con i mosaici raffiguranti profeti, santi vescovi e cherubini. Oggetto dell'intervento anche il monumento funebre dell'Antipapa Giovanni XXIII, Baldassare Cossa, nato ad Ischia nel 1370 e deceduto a Firenze nel 1419, opera di Donatello e Michelozzo, che sarà visibile dopo la pulitura delle polveri superficiali che coprivano la doratura della figura bronzea.


Restauro completo entro fine anno

Da fine gennaio, smontati i ponteggi sui lati restaurati, sono stati rimontati sugli altri da restaurare, dove sono in corso le indagini diagnostiche. Il restauro delle pareti interne del Battistero, diretto e finanziato dall'Opera di Santa Maria del Fiore con circa 2 milioni di euro, terminerà entro la fine dell'anno. La campagna di studi e il restauro dei primi quattro lati hanno portato a numerose scoperte, tra le quali: la tecnica musiva originale impiegata nei mosaici parietali e le tracce di foglia d'oro su uno dei capitelli dei matronei, che potrebbe essere la prova che, in origine, fossero tutti dorati. "L'opera sarà terminata a fine anno perché ora abbiamo solo quattro pareti verticali restaurate", ha spiegato all'agenzia Ansa, Vincenzo Vaccaro, consigliere dell'Opera di Santa Maria del Fiore con delega ai restauri architettonici. "L'anno prossimo dopo i necessari studi provvederemo anche a montare un'impalcatura per restaurare anche la volta della cupola. Tra le quattro pareti ancora da restaurare, si trova l'abside del Battistero, rivestita nella volta e sull'arco trionfale da mosaici a cui è legato l'enigma di un'iscrizione in latino. "A partire dal Vasari e fino all'800", ha precisato Annamaria Giusti, consulente storico artistico per il restauro dei mosaici, "si è creduto che l'iscrizione alludesse a Iacopo Torriti. È verosimile ,piuttosto, che l'iscrizione sia stata aggiunta ai mosaici della scarsella in epoca successiva alla loro realizzazione, come fa pensare anche la citazione di San Francesco, che fu dichiarato santo solo tre anni dopo, nel 1228". 


Sabato prossimo riaprirà al pubblico, parzialmente, il Battistero di Firenze. Il restauro totale terminerà entro  fine anno
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