Sant’Antonio Abate, patrono degli animali: facciamo un punto su come stanno in Italia

17 gennaio 2022, ore 18:22

Sempre più amati, la pandemia riporta gli animali nelle nostre case. Troppi però ancora i casi di randagismo, abbandono e mancata sterilizzazione

Validi aiutanti nelle emergenze come nel quotidiano, compagni di giochi e di vita: gli animali domestici sono sempre più presenti nelle case degli italiani, complice una pandemia che ci ha fatto riscoprire il piacere della loro presenza. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Eurispes pubblicata proprio oggi, in occasione della tradizionale benedizione di Sant'Antonio Abate, Patrono degli animali. Secondo lo studio, quattro italiani su dieci accolgono animali in casa, facendo segnare nel 2021 un 40,2% rispetto al 33,6% del 2019 e al 39,5% del 2020. Si tratta soprattutto di gatti, che fanno registrare un aumento significativo di adozioni per quest’anno, e di cani.


SI SPENDE DI PIÙ E NON SOLO PER FIDO E MICIO

Secondo Euromonitor, sono oltre 62 milioni gli animali domestici: 30 milioni di pesci, 16 milioni di cani e gatti, 13 milioni di uccelli e oltre 3 milioni e mezzo tra piccoli mammiferi e rettili. Tanto che il mercato di cibo per animali nel nostro Paese vale 2.431 milioni di euro, con un incremento del fatturato del +8% rispetto al 2020, come evidenziato da IRI Information Resources. Un’attenzione sempre crescente dimostrata dal Natale appena trascorso, che ha visto per molti la scelta di un regalo anche per i propri animali, dal cibo ad hoc per le festività al maglioncino natalizio.


RANDAGISMO, POCHE STERILIZZAZIONI E ABBANDONI

Non solo belle notizie però. Sempre oggi è stato pubblicato il X rapporto nazionale "Animali in città", elaborato da Legambiente, sulla gestione degli animali nei centri urbani. Il report evidenzia un’attenzione delle amministrazioni italiane ancora inadeguata e disomogenea, con una disparità tra nord e sud. Spesso siamo indietro su sterilizzazioni di cani e gatti o persistono alti livelli di randagismo (si stima che i cani senza una casa siano circa 500mila solo nel nostro paese) e “uno scarso livello di conoscenza della biodiversità animale che sempre più spesso abita i territori urbanizzati”, com’è ad esempio per i cinghiali, sempre più presenti in città. Anche gli abbandoni sono ancora tanti, e il timore è proprio che riaumentino in corrispondenza della fine della pandemia, quando saremo meno in casa.

Dati da tenere a mente, se è vero, come diceva il Mahatma Gandhi che “la grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”.


Sant’Antonio Abate, patrono degli animali: facciamo un punto su come stanno in Italia
Tags: ANIMALI, PANDEMIA, SANT'ANTONIO

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