Soldati italiani in Medio Oriente: detriti di razzi su base italiana Unifil in Libano, nessun ferito. Paura anche a Baghdad
Soldati italiani in Medio Oriente: detriti di razzi su base italiana Unifil in Libano, nessun ferito. Paura anche a Baghdad
17 marzo 2026, ore 00:05
Nessun ferito in entrambe le situazione ma la tensione è altissima. Il ministro Crosetto monitora e valuta provvedimenti
Si intensificano la tensioni tra Idf ed Hezbollah e adesso il fronte più caldo per i soldati italiani è il Libano. A rischiare ancora stavolta sono i militari nella base Unifil di Shama, dove sono piovuti dal cielo - in una zona all'aperto - i detriti di un razzo di Hezbollah, intercettato dai sistemi israeliani. Tutti i soldati sono rimasti incolumi ma uno di loro, subito soccorso, lamenta dolore a un occhio pur non avendo ferite. Per i medici non sarebbe comunque nulla di preoccupante. In tarda serata, la tensione è salita anche a Baghdad, dove un drone ha colpito un hotel in cui alloggiava anche personale italiano che non è stato coinvolto nell'esplosione, e attualmente si trova in sicurezza nei bunker. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in costante contatto con i vertici per monitorare la situazione.
LA SITUAZIONE IN LIBANO
In Libano, proprio in queste ore le forze armate israeliane hanno annunciato di aver iniziato operazioni terrestri mirate contro Hezbollah nel sud, dove 1.300 militari italiani operano a Shama (sede del comando del settore ovest a guida italiana), Al Mansouri e Naqura. L'eventualità di una loro evacuazione, nel caso arrivi la decisione delle Nazioni Unite, è stata già messa in conto: una nave sarebbe già pronta per l'eventuale piano di trasferimento in massimo due giorni. Il destino della missione Unifil oscilla tra le ipotesi di nuove regole di ingaggio o di una chiusura anticipata: a deciderlo sarà il Consiglio di sicurezza dell'Onu forse a giugno. Il Libano - dove l'Italia è impegnata anche con Mibil per il supporto delle forze di sicurezza locali - è per questo il fronte con gli scenari più aperti. Se dovesse tramontare l'idea di una nuova missione Onu, l'ipotesi più accreditata è la nascita di missioni bilaterali per il rafforzamento dell'esercito libanese affinché diventi nel più breve tempo autonomo e formato.



