Super Bowl, Justin Timberlake brilla tra laser e ballerini

Super Bowl, Justin Timberlake brilla tra laser e ballerini

Super Bowl, Justin Timberlake brilla tra laser e ballerini


La popstar si è esibita anche in un medley delle sue hit degli ultimi anni

E’ stato Justin Timberlake a caricarsi sulle spalle la responsabilità di intrattenere tutto il mondo durante l’Half Time Show del 52esimo Super Bowl. Un medley di hit ha caratterizzato l’esibizione della popstar che, tra luci laser e ballerini, ha cantato bene e ballato ancor meglio. Lo show è iniziato all’interno dello stadio, in un set simile ad un night club, con il suo nuovo singolo Filthy. Timberlake è poi entrato sul campo sulle note di un medley delle sue canzoni più famose: "Cry Me a River", "Señorita", "SexyBack", "Suit & Tie", e "Until the End of Time". Timberlake ha poi camminato fino ad un pianoforte bianco per cantare “I Would Die 4 U” come tributo a Prince ed è poi tornato sul palco per concludere con “Mirrors” e “Can’t Stop the Feeling!”. Una performance incredibile e difficile per il cantante che, nonostante a volte i passi rendessero difficile una buona prestazione canora, è riuscito a portare a casa un’egregia performance. Per la cronaca, la partita è stata vinta dagli Eagles che hanno ottenuto il loro primo Super Bowl.
LE RAGIONI DI UN TRIONFO
Temperatura rigidissima fuori dall’avveniristico stadio in vetro e acciaio, ma dentro JT ha fatto ballare tutti. Dopo due lunghissimi quarti, non privi di sorprese, tra i Philadelphia Eagles e i New England Patriot, Justin Timberlake ha offerto uno spettacolo a 360 *... letteralmente! Già, perché l’artista ha usato ogni angolo possibile dello stadio di Minneapolis che ha ospitato il Superbowl di ieri. E’ stata “Filthy” la canzone che ha aperto l’esibizione che JT ha la intonato su un piccolo palco, posizionato giù nell’area spogliatoi, davanti ad un gruppetto di giovani fans che riprendevano con i telefoni. È poi emerso dai sotterranei, risalendo una sorta di ponticello luminoso con il suo classico “Rock your body”, fermando la canzone giusto prima della famigerata frase “bet I have you naked by the end of this song” che direttamente evoca l’incidente con Janet Jackson del Super Bowl del 2004 (proprio sabato la Jackson aveva fatto sapere che lei non avrebbe partecipato allo show di Timberlake). Numerose comparse, ballerini, una banda che ha suonato e ballato sulle note di “Suit and tie”, Justin ha usato tutto il campo con un notevole lavoro da parte di coloro che hanno dovuto montare e smontare i vari palchi e coordinare tutto lo spettacolo. Timberlake ha cantato, ballato e corso per tutte le yarde, riuscendo anche a raggiungere gli spalti per condividere un momento di gioia collettiva (con tanto di selfie) sulle note di “Can’t stop the feeling”. In completo mimetico di Stella McCartney, JT ha anche regalato un omaggio a Prince e si è seduto al pianoforte per produrre un duetto virtuale con il compianto artista in “I would die 4U”. Minneapolis (e il mondo), per qualche attimo, si è di nuovo colorata di viola.

Zac-attack


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