Usa, sparatorie di Denver, il killer aveva scritto una serie di libri in cui aveva citato i nomi delle vittime

30 dicembre 2021, ore 17:00

L'uomo ha ucciso cinque persone e ne ha ferite diverse altre

Una storia inquietante

L'autore delle sparatorie di lunedì a Denver, in cui sono rimaste uccise cinque persone e ferite diverse altre, aveva scritto, usando uno pseudonimo, una serie di libri, in cui aveva inserito i nomi delle sue vittime. Lyndon James McLeod, il 47enne autore della strage rimasto poi ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia, aveva scritto dei libri con lo pseudonimo di Roman McClay, come ha riportato la Cnn. In uno di questi libri viene descritto in dettaglio come un personaggio, chiamato "Lyndon Macleod", vicinissimo al vero nome dell'autore, che, vestito da poliziotto, uccide una persona chiamata "Michael Swinyard" in un edificio che si trova al 1300 di Williams St. Si tratta del nome e dell'indirizzo di una delle vittime nella realtà di McLeod, un uomo di 67 anni. In un altro libro, si parla dell'omicidio di una Alicia Cardenas, che è il nome di un'altra vittima della strage, la 44enne proprietaria di un negozio di tatuaggi e piercing. Nello stesso negozio, è stata uccisa la manager Alyssa Gunn Maldonado e il marito, James Maldonado, è stato ferito. 


Le indagini sul movente

Nonostante queste inquietanti rivelazioni, la polizia afferma che è ancora poco chiaro il movente di questa follia omicida. Ma ammette che "l'uomo era nel radar delle forze dell'ordine", come ha detto il capo della polizia di Denver Paul Pazen, spiegando che McLeod era stato indagato tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021 ma non era stato incriminato. Sembra che avesse dei legami con la comunità dei tatuatori - dopo Cardenas e Maldonado, ha ucciso un'altra persone in un altro negozio di tatuaggi - e in passato aveva lavorato in uno studio ora chiuso.
Usa, sparatorie di Denver, il killer aveva scritto una serie di libri in cui aveva citato i nomi delle vittime
Tags: Denver, libri, Lyndon James McLeod, strage

Share this story: