Washington si prepara all'insediamento del nuovo presidente Biden, tra imponenti misure di sicurezza

18 gennaio 2021, ore 15:31 , agg. alle 09:49

Sono migliaia i militari arrivati nella Capitale americana dopo i disordini al Congresso. Nonostante i timori di attentati, il programma per l'Inauguration day non sarà modificato, il nuovo presidente giurerà all'aperto a Capitol Hill. Intanto, Joe Biden si prepara a varare una raffica di decreti per neutralizzare i provvedimenti più discussi dell'amministrazione Trump

Per gli americani è uno dei momenti più solenni, quello che segna il passaggio di consegne alla Casa bianca, e quest’anno sarà schierato un imponente apparato di sicurezza. Dopo l’assalto al Congresso dello scorso 6 gennaio, crescono i timori di attentati nel giorno del giuramento del nuovo presidente e Washington si sta preparando come mai prima. Tutta l’area attorno al Campidoglio è blindata. Transenne e blocchi stradali sono ormai collocati ovunque e lungo le strade, a difesa dei negozi, sono comparse le tavole di legno, le stesse che gli americani sono abituati ad usare per difendersi dagli uragani. Da giorni continuano ad arrivare migliaia di uomini della Guardia Nazionale, al momento sono 10 mila giunti da tutti gli stati americani, ma entro il prossimo 20 gennaio saranno 25 mila. Una situazione che non condizionerà il programma: Joe Biden giurerà all’aperto, con la sua famiglia, sulla scalinata occidentale di Capitol Hill. “Credo che questo manderà al mondo un'immagine incredibilmente importante della resilienza della democrazia americana” ha dichiarato Kate Bedingfield, portavoce del presidente eletto. Nelle scorse ore, un uomo del New Messico, ricercato per i disordini di due settimane fa, è stato arrestato proprio a due passi dal Congresso. Rappresenta il distretto di una contea della sue regione e in una delle ultime riunioni avrebbe affermato di voler partecipare alla cerimonia al National Mall e di voler portare due pistole. L’allerta non riguarda solo Washington, ma anche le capitali degli altri stati. I militari stanno presidiando le più importanti sedi istituzionali sparse per il Paese, dove potrebbero verificarsi episodi simili a quelli visti al Campidoglio. A Richmond, in Virginia, ad esempio, il governatore Ralph Northam ha lanciato un appello:” Se qualcuno ha intenzione di venire qui o arrivare fino a Washington con animo malato, vi chiedo di cambiare direzione e tornare a casa”. La situazione è simile anche in Delaware, Kentucky, Pennsylvania, Utah, Louisiana, North Carolina, Michigan e Oregon

Trump pronto a graziare circa 100 persone

Di sicuro alla cerimonia a Capitol Hill, il giorno del giuramento del neo presidente, Joe Biden, non ci sarà Donald Trump. Il Tycoon, secondo l’agenda ufficiale diffusa dalla Casa Bianca, lascerà Washington a bordo dell’Air Force one intorno alle 8,30 del mattino per recarsi alla sua residenza di Mar-a –Lago, in Florida. In suo onore non sarà organizzata una cerimonia di saluto militare come avrebbe voluto il presidente uscente, almeno secondo la Cnn. Si sarebbe dovuta svolgere poco prima della cerimonia di giuramento del suo successore, ancora non è chiaro se proprio a Washington o nella base militare di Andrews. Intanto fa discutere la decisione di The Donald di concedere la grazia a circa 100 persone il giorno prima del passaggio di consegne. Nella lista i ci sono funzionari dello stato e soprattutto amici e alleati, come lo stratega Steve Bannon e il legale di Trump e ex sindaco di New York, Rudy Giuliani. Secondo quanto riporta il New York Times, per ottenere il perdono sarebbero state pagate cifre astronomiche a persone vicine al capo della Casa Bianca. Trump avrebbe deciso, comunque, di non concedere a se stesso la grazia, così come affermavano le tante voci circolate nei giorni scorsi.

Il presidente Biden pronto a spazzare via i provvedimenti più discussi di Trump

A due giorni dal suo ingresso nello Studio Ovale, il presidente Joe Biden si prepara a varare una raffica di provvedimenti per cancellare alcuni dei provvedimenti più discussi dell’amministrazione Trump. L’obiettivo è quello di mostrare subito in maniera plastica il taglio con l’era del suo predecessore. Dunque, sarà cancellato il divieto di ingresso negli Stati Uniti dei cittadini provenienti da Paesi a maggioranza musulmana e sarà sancito il ritorno degli Stati Uniti nell’accordo sul clima di Parigi. Non solo. Tra i primi provvedimenti che saranno spazzati via, c’è anche quello relativo alla costruzione dell’oleodotto Keystone Xl che attraversa alcune zone sacre per i nativi americani e che era stato approvato dal Tycoon dopo il veto di Barack Obama.


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