C'era una volta il crimine, il capitolo più riuscito della trilogia di Massimiliano Bruno

14 marzo 2022, ore 17:00

Brilla nel film Marco Giallini, ottime interpretazioni anche per Carolina Crescentini, Gianmarco Tognazzi e Giampaolo Morelli. Alessandro Gassmann, dopo i primi due film, ha abbandonato il progetto

Il terzo capitolo della saga del Crimine

E' arrivato al cinema C'era una volta il crimine, il terzo capitolo della trilogia di Massimiliano Bruno, che compare anche tra gli interpreti. Nel primo film, Non ci resta che il crimine, Moreno (Marco Giallini), Sebastiano (Alessandro Gassmann) e Giuseppe (Gianmarco Tognazzi), guide improvvisate sui luoghi romani frequentati dalla storica banda della Magliana, si ritrovavano catapultati nel 1982, l'anno della vittoria dei Mondiali di Spagna. Una buona occasione per guadagnare con scommesse sui risultati della Nazionale di Paolo Rossi e, soprattutto, per conoscere la vera banda della Magliana, capeggiata dal boss Renatino De Pedis, interpretato da Edoardo Leo. Nel secondo capitolo, Ritorno al crimine, sicuramente il film peggiore dei tre, i tre amici, in un vero e proprio sequel rispetto al precedente, si ritrovavano ad avere a che fare con la camorra, spietata quando la banda della Magliana. C'era una volta il crimine, il capitolo più riuscito, porta Giallini, Tognazzi e Giampaolo Morelli, new entry al posto di Gassmann, direttamente nel 1943 per rubare la Gioconda. Non mancherà l'occasione di incontrare di nuovo anche il boss Renatino. 


Il 1943

I titoli di testa di C'era una volta il crimine riassumono a fumetti il viaggio in Francia e il furto della Gioconda, un espediente originale per non mettere in scena una parte di film logisticamente difficile. I nostri eroi si trovano così a dover proteggere il prezioso quadro e, soprattutto, le loro stesse vite, nell'Italia occupata dai nazisti e nei giorni dell'armistizio dell'8 settembre. I due amici Moreno e Giuseppe, insieme al colto professore di storia Claudio, dovranno difendersi prima dai nazisti, poi dai partigiani e infine dai fascisti. Incontreranno casualmente personaggi storici come il futuro presidente e allora partigiano Sandro Pertini, lo stesso Benito Mussolini e, solo telefonicamente, Adolf Hitler. Epica la scena finale, che non spoileriamo, ma che richiama alla mente le terribili immagini della guerra a cui assistiamo in questi giorni. Particolarmente degno di nota l'inserimento di Carolina Crescentini, nonna di Moreno-Giallini, fieramente antifascista. Si tratta del miglior personaggio femminile della saga, concreta, perfettamente in parte, di spessore. C'era una volta il crimine è stato ingiustamente demolito da una parte della critica. Vuole essere un film che fa sorridere e, nonostante il contesto bellico, ci riesce benissimo. 

Consigliato a chi ama i film divertenti e a chi vuole rivivere un pezzo di storia.

Sconsigliato a chi si aspetta una ricostruzione storica accurata e a chi non ama la commedia italiana. 

C'era una volta il crimine, il capitolo più riuscito della trilogia di Massimiliano Bruno
Tags: Carolina Crescentini, Marco Giallini, Massimiliano Bruno, Non ci resta che il crimine

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